mercoledì 2 aprile 2014

Superstizione e scaramanzie vip ALESSANDRA MUSSOLINI

Temo gli occhi secchi... 
Una collega parlamentare mi attaccò il mal di schiena!


Alessandra Mussolini
"Non vado mai a un incontro importante senza essermi prima fatta la mia treccina contro gli “occhi secchi”: quelli delle persone negative che con i loro sguardi ti mandano le maledizioni e ti attaccano il malocchio. (Racconta Alessandra Mussolini) Non c’è niente di peggio, sono tremendi! L’unico modo per vincerli e renderli innocui è la treccia fatta di filo dorato nascosta tra i capelli. È un vecchio trucco, a me lo insegnò la mia nonna materna. La faccio spesso perché mi è successo più volte che m’attaccassero il mal di schiena, il mal di testa o altri acciacchi.
A volte ti fanno un complimento che in realtà non vuole esserlo e ti viene un malanno. Semplicemente perché quello che sembra essere un complimento, poi invece si rivela un occhio secco. Tipo: «Che begli occhi che hai!» e ti viene subito la congiuntivite! Oppure: «Che bei capelli», e ti cascano a ciocche. Una volta una collega parlamentare, di cui non voglio dire il nome, mi guardò con il classico occhio secco e il giorno dopo mi venne subito un terribile mal di schiena. Sembrerà incredibile, ma spesso quando s’inciampa per strada, in realtà si è semplicemente vittime di un occhio secco. Certa gente è tremenda.
Il gatto nero, la scala, il sale e l’olio, quelle invece sono solo stupidaggini. Così come gli amuleti, il corno, i cornetti eccetera... Gli occhi secchi, io li riconosco a pelle; non sono tanto gli occhi chiari, quanto quelli scuri. I più tremendi? Quelli piccoli e neri!".


 L'intervista ad Alessandra Mussolini è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

PER LEGGERE L'INTERVISTA SU 

clicca qui
clicca qui

CONCORSO RAGAZZI SCARAMANTICI

presenta
LA VINCITRICE DELLA SETTIMANA
FEDERICA MONTE

La mia scaramanzia o superstizione?
"Quando si avvicina un avvenimento importante porto sempre al collo una collana che per me ha valore affettivo augurandomi che mi porti fortuna, per ora non si è mai smentita! .".

CURRICULUM VITAE

NOME Federica COGNOME Monte
CITTA' NATALE Savigliano CITTA' ATTUALE Cuneo
DATA DI NASCITA 24 luglio 1994
MISURE 91/65/94
ISTRUZIONE E FORMAZIONE Ho frequentato un anno di ragioneria per poi cambiare e continuare con segretaria d'azienda
PROFESSIONE Segretaria
LINGUE Francese Italiano
CAPACITA' E COMPETENZE PERSONALI / TALENTO Penso di essere una persona molto decisa, cerco sempre di portare a termine ogni obbiettivo che mi pongo e cerco sempre di imparare dalle esperienze vissute, positive o negative che siano.
ESPERIENZE PROFESSIONALI Sto lavorando presso il Pastificio Monte come segretaria.
PROGETTI FUTURI Mi piacerebbe diventare una commerciale nel mio ambito lavorativo, cosa nel quale sto cominciando ad applicarmi.
CONTATTI DIRETTI federicamonte1@hotmail.it
ABOUT ME
Sono una ragazza dal carattere molto particolare, ma so dare cuore e anima alle persone che lo meritano.
AMBIZIONI PROFESSIONALI Sales manager
MI ISPIRO A… La mia ispirazione al riguardo è Maryl Streep ne "Il diavolo veste prada" adoro il suo personaggio ben solido, audace, autoritario ma pur sempre umana nel profondo che ha nel film. Auguro per il mio futuro di diventare come il personaggio che interpreta.
AMBIZIONI PERSONALI Spero per un futuro di costruire una famiglia solida con dei valori e soprattutto realizzarmi in ambito lavorativo.
SITUAZIONE SENTIMENTALE Single
HOBBY/INTERESSI Pratico equitazione, palestra e mi appassiono di tutto ciò che riguarda la moda
BOOK FOTOGRAFICO


APPARTENERE
"con stile e identità ad un
concetto nato per evolversi ed
esprimere  con delicatezza
la classe elegante femminile"
(Giorgio Fancello)

PARTECIPA AL CONCORSO
INVIACI ANCHE TU UNA FOTO 
  ...NOI PUBBLICHEREMO LE MIGLIORI 
scaramanzievip@gmail.com

LE SCARAMANZIE A TAVOLA

I VIDEO TUTORIAL 

"Mai tavoli numero 13 o 17"

Molti ristoranti non hanno i tavoli numero 13 o 17 per non suscitare le scaramanzie di alcuni clienti
O perché sono scaramantici i titolari stessi del locale!




se non riesci a visualizzare il video clicca qui

Video Editing di Francesco Manfré
clicca qui

Superstizioni e scaramanzie vip PAOLO BROSIO


Padre Pio batte cornetto uno a zero!


Paolo Brosio
"Adesso non vorrei mischiare il sacro con il profano, ma diciamo che da sempre mi porto appresso un rosario della madonnina di Pietrasanta, la croce Tao francescana e... una monetina con su stampata l’effige di padre Pio. Non c’è niente che mi faccia stare più sereno. (racconta Paolo Brosio)
Non esiste talismano che possa reggere il confronto, e quando poi mi regalano cornetti o ammennicoli simili, mi viene da sorridere.
Io ho avuto per anni due gatti neri, Cleopatra e Nerone, figuriamoci se fossi stato scaramantico... Sarei andato nel pallone ogni volta che me li trovavo davanti! 
L’unica cosa che faccio è, ogni volta che devo andare in onda, mettermi sempre all’orecchio sinistro l’auricolare e al destro il ricevitore del microfono. Guai a invertirli! E la diretta non parte finché non è tutto a posto! Così come non mi piace incrociare le mani quando ci si presenta con più persone.
Ma le mie, più che scaramanzie vere e proprie, diciamo che sono semplicemente bizzarre abitudini dettate dalla consuetudine. 
Così come non credo molto nemmeno nelle cose che si dice dovrebbero portare bene: pestare una cacca porta un puzzo pazzesco, altro che fortuna! 


L'intervista a Paolo Brosio è di Gian Maria Aliberti Gerbotto
clicca qui
clicca qui

Superstizione e scaramanzia vip ROBERTO GERVASO

Capto la benevolenza di chi porta male trattandolo bene

lo scrittore Roberto Gervaso

"Persino un duro come Benito Mussolini era molto superstizioso; diceva di temere di più uno iettatore che un antifascista. (racconta lo scrittore Roberto Gervaso)
Io, se ogni volta che incontro qualcuno in particolare mi va tutto storto, tendo a evitarlo, facendo però grande attenzione a trattarlo sempre con i guanti. Il mio segreto per sconfiggere gli iettatoriè l’essere con loro molto cortese e garbato. La mia è una sorta di captatio benevolentiae, perché sono convinto che con questo stratagemma ci si riesca a mettere un po’ al riparo dai loro malefici.
Di nascosto poi, non avendo sempre la fortuna di trovare del ferro a portata di mano, mi toccole parti basse, o perlomeno quel che me ne resta.
Insomma, come diceva Benedetto Croce riguardo alla scaramanzia: «Non è vero, ma ci credo». Così se m’imbatto in una scala aperta mi guardo bene dal passarci sotto, e ricordo perfettamente una sera che ho aspettato mezz’ora perché passasse un altro sciagurato, prendendosi lui la iella del gatto nero che m’aveva appena attraversato la strada.
Il mio rapporto con la scaramanzia nacque quando da ragazzo, a una cena da amici, arrivò un ospite ritardatario che aggiungendosi a tavola con noi, nonostante le mie diffide, portò il numero dei commensali a tredici. A fine serata, uscendo dalla casa, gli cadde in testa un vaso di fiori dal secondo piano e oggi, miracolosamente sopravvissuto allo strano incidente, si ritrova con la calotta cranica d’argento. Da allora questa è l’unica mia vera gran superstizione: mai più in tredici a tavola!
Anche se a dire il vero ho molte penne, farfalle e orologi che sono finiti relegati nei meandri di un cassetto perché li portavo in momenti poco piacevoli, sfortunati. Senza tanta logica li ho legati a quella particolare situazione e non li ho più voluti indossare. Una bellissima penna stilografica bianca che portavo nel periodo in cui mi hanno diagnosticato un tumore alla prostata ha fatto quella inesorabile fine, anche se era la mia preferita.".


L'intervista a Roberto Gervaso 
è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

clicca qui
clicca qui

domenica 30 marzo 2014

MERDA! MERDA! MERDA!

VIDEO INVIATI DAI LETTORI

SCARAMANZIE A TEATRO

Gli attori del Teatro del marchesato
ci raccontano una scaramanzia tipica dei teatranti
secondo cui porta bene urlare tutti insieme tre volte la parola "merda" prima dell'inizio dello spettacolo

se non riesci a visualizzare il VIDEO clicca qui

INVIATECI I VIDEO DEI VOSTRI RITI PORTAFORTUNA O METODI ANTISFIGA
E NOI LI PUBBLICHEREMO
scaramanzievip@gmail.com
clicca qui

Superstizione e scaramanzia vip MARIA CUFFARO

I luv u mummy

"La scaramanzia e la superstizione sono dei potenti antidoti contro la paura e contro l’incertezza. «È colpa del gatto nero che mi ha attraversato la strada, sono passata sotto la scala, ho dimenticato il corno portafortuna...» Improvvisamente le nostre responsabilità sono annullate e noi innocenti e pronti ad affrontare di nuovo le difficoltà della vita con rinnovato vigore. -racconta Maria Cuffaro- 
la giornalista del Tg3 MARIA CUFFARO

Non ho mai avuto modo o tempo per sviluppare una serie di scaramanzie. I rituali della scaramanzia si consolidano nella famiglia, nei primi anni di vita. Io sono nata da padre settantenne, malato di gotta e di gioco d’azzardo, e mamma induista trapiantata violentemente nell’Italia degli anni Sessanta. «Non toccare mai i libri con i piedi» mi raccomandava mamma con voce triste. In India si cammina scalzi, nei templi, nelle case e a volte anche per strada, e i libri sono simbolo di cultura e di ricchezza. Una scaramanzia inutile in Italia, dove tutti avevano le scarpe e i libri prendono polvere nelle librerie.
Ganapati era il mio dio preferito: faccia da elefante, pancia rotonda per aver mangiato troppi dolci, è il protettore degli scrittori e dei bambini. Accanto ha sempre un topolino che gli porta i biscotti di cui va ghiotto. Ma a scuola trovai il crocifisso, un uomo emaciato e sofferente che guardava i fedeli dall’alto in basso, un’estasi mistica che avrei compreso solo anni dopo.
Da piccola parlavo con il vento, Vayu, un dio minore ma potente. Chiudevo gli occhi e mi sembrava che il vento spostasse le enormi nubi solo per me. In classe la maestra mi spiegò che i pagani furono sconfitti dalle gloriose religioni monoteiste. Come tutte le cose che si apprendono tardi, diventano solo conoscenza, ma non diventano abitudine. Ho scoperto che i gatti neri portano sfortuna, poiché erano associati alle donne bruciate come streghe dal medioevo fino al Seicento in Europa. Ho scoperto che in teatro durante la quaresima, i teatranti erano disoccupati e quindi il viola era un colore maledetto.
Mi affeziono agli oggetti, come purtroppo fanno in molti. Ho incorniciato un foglietto scarabocchiato da mio figlio in seconda elementare. «I luv u mummy» c’è scritto ,con calligrafia incerta di bambino. Un foglietto fatto a scuola con l’aiuto delle maestre. Quando mi sono ritrovata intrappolata sotto i colpi di mortaio dei guerriglieri di Sadr a Nassiriya, io stringevo il foglietto di Lorenzo. Dopo ore, il foglio di cartoncino bianco era ridotto a uno straccio grigio. Ora è diventato un ricordo portafortuna e riposa sotto vetro a una parete della cucina.".


L'intervista a Maria Cuffaro è di Gian Maria Aliberti Gerbotto


clicca qui

CONCORSO RAGAZZI SCARAMANTICI

IL VINCITORE DELLA SETTIMANA
SIMONE TABUSSO

La mia scaramanzia?
"Cerco di non far mai cadere il sale per terra.".

CURRICULUM VITAE

NOME:  Simone COGNOME: Tabusso
CITTA' NATALE: Bra
CITTA' ATTUALE: Racconigi
DATA DI NASCITA: 10/11/1994
ALTEZZA: 191cm  TAGLIA: 48
ISTRUZIONE E FORMAZIONE: Ho conseguito la maturità classica e attualmente frequento archeologia presso l'università degli studi di Torino
PROFESSIONE: Studente e consulente del benessere
LINGUE: Inglese e francese
CAPACITA' E COMPETENZE PERSONALI: Indossatore in sfilate
ESPERIENZE PROFESSIONALI: Ho fatto alcune sfilate di abiti da sposo e dei servizi fotografici sempre relativi al mondo del weddding.
CONTATTI DIRETTI: tabusso.s@gmail.com     tel 3475839765


ABOUT ME:
AMBIZIONI PROFESSIONALI: Sfilare per un grande marchio durante la fashion week  
MI ISPIRO A: David Gandy
SITUAZIONE SENTIMENTALE: single
HOBBY/INTERESSI: Mi interesso molto all'archeologia e al monfo della moda
SPORT: tennis, sci, nuoto

BOOK FOTOGRAFICO


clicca qui

CONCORSO RAGAZZI SCARAMANTICI

LA VINCITRICE DELLA SETTIMANA
BARBARA ALLISIO

La mia scaramanzia?
"Toccare il tavolo con il calice dopo un brindisi prima di bere.".

CURRICULUM VITAE

NOME/COGNOME Barbara Allisio
CITTA' NATALE Barge
CITTA' ATTUALE Saluzzo
DATA DI NASCITA 12/11/1988
ISTRUZIONE E FORMAZIONE Laureata in scienze della mediazione linguistica
LINGUE Inglese, francese, spagnolo e tedesco
CAPACITA' E COMPETENZE PERSONALI / TALENTO cuoca estrosa
ESPERIENZE PROFESSIONALI commerciale estero, assistente commerciale e assistente personale amministratore delegato
PROGETTI FUTURI il mio sogno è quello di aprire un piccolo agriturismo
AGENZIA O FOTOGRAFO DI RIFERIMENTO L'immagine di Renato Trucco
AMBIZIONI PROFESSIONALI dedicarmi a una delle mie passioni: la cucina o le lingue
MI ISPIRO A Olga Fernando per la sua professionalità e preparazione linguistica, ma il mio modello è in assoluto Golda Meir con il suo carattere d'acciaio e la sua risolutezza.
AMBIZIONI PERSONALI creare una famiglia
SITUAZIONE SENTIMENTALE impegnata
HOBBY/INTERESSI viaggiare, leggere, fare sport
SPORT pallavolo e tennis
BOOK FOTOGRAFICO


clicca qui

venerdì 28 marzo 2014

Superstizione e scaramanzia vip LINO BANFI

Film a parte… 
Al cornetto preferisco Padre Pio!


"Forse è giunta l’ora di fare un po’ di chiarezza… -racconta Lino Banfi-
 Al contrario di quello che tutti pensano, io non credo assolutamente nelle solite scaramanzie. Il Banfi che avete visto in film di successo, come Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio (vedi video), era solo un attore che interpretava il suo ruolo, un personaggio cinematografico, nulla più. Nella vita reale, invece, io non temo sciagure portate dai gatti neri che ti attraversano la strada, l’olio versato, il sale passato di mano in mano a tavola e simili superstizioni. Certo, confido nell’immaginetta di qualche santo (nel mio caso Padre Pio) che uno si porta dietro per sentirsi più sereno e protetto. 
C’è chi si porta il sale in tasca, chi un ferro di cavallo, chi un chiodo arrugginito; io porto il rosario e la medaglietta di Padre Pio. Se anche questa la vogliamo chiamare scaramanzia, allora anch’io sono scaramantico, ma di una scaramanzia diversa, positiva, che ti fa star bene con te stesso.
Gian Maria Aliberti Gerbotto a casa di Lino Banfi
Ma alla superstizione negativa io non credo. Chi ha stabilito che quella cosa, quel gesto, quel colore, quella canzone o quel povero gatto portino male? Ecco perché io, prima di arrivare all’andro- rincoglionimento totèle e prima di stendere le cuoia, quando farò il mio primo film da regista racconterò quanto segue: la giovane, bella e bona protagonista femminile la svestirò di viola! Un momen- to... vengo e mi spiego.
In una scena molto erotica, quando sarà spogliata dal suo giovane attore partner, la ragazza rimarrà solo in tanga e mini reggiseno di colore viola mentre voluttuosamente morde una mela: voglio vedere chi dirà che il viola porta mèle, come quando, nel mio vecchio film Il brigadiere Zagaria ama la mamma e la polizia, io dicevo: «Père che il pompelmo porti mèle».
Non finisce qui: farò attraversare la strada a un gatto nero e quando l’automobilista inchioda con la macchina per non passare, succederà un tamponamento a catena, mentre un pedone che, vedendo quello stesso gatto nero, lo accarezza e lo lascia passare, troverà per terra una busta con dentro centomila euro. Poi farò cantare la canzone La violeteira da una grande cantante e farò vedere che, nel backstage del teatro, gli attori, le attrici e i ballerini, mentre aspettano di andare in scena, fischiettano, lavorano all’uncinetto e alla lana, cose che, per molti teatranti, portano sfiga al massimo. Infine farò in modo che quando ti dicono in bocca al lupo, non si risponda più «Crepi il lupo!» ma, semplicemente, «Grazie!» Perché deve crepare per forza quel povero lupo? Non mi piace neanche “In culo alla balena!” perché è troppo laborioso uscirne!


L'intervista a Lino Banfi è di Gian Maria Aliberti Gerbotto
clicca qui