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venerdì 3 marzo 2017

Superstizione e scaramanzia vip AMADEUS

Non temo il viola… ma il verde!!!


“Scaramtizione? Scaramanzia? Non sono un fanatico, ma in realtà sto al gioco e alla fine mi accorgo di averne parecchie… (racconta Amadeus)
Gm Aliberti Gerbotto con Amadeus
Temo molto lo specchio rotto e quando vedo i miei figli che ne maneggiano uno gli corro dietro per toglierglielo subito dalle mani!
Sono riuscito invece a farmi passare la scaramanzia del gatto nero perché nella radio dove lavoro ne hanno due che incrocio cento volte al giorno... Ormai ci ho fatto l'abitudine, mentre una volta ero capace di fermarmi sul ciglio della carreggiata solo perché uno mi aveva attraversato la strada... A dire il vero, spinto anche da mia moglie Giovanna che da buona napoletana...
Non temo la superstizione del viola, ma mi fa gran paura il verde. Ricordo un servizio fotografico a cavallo che feci nel maneggio di mio papà. Fui costretto a vari cambi d'abito, ma quando mi fecero indossare contro voglia una camicia di quel colore, al primo galoppo, combinazione il cavallo s'inciampò catapultandomi violentemente a terra. Mi venne facile dire che era la dimostrazione che il verde porta male. Uno dei fotografi controbatté asserendo che anzi m'aveva portato bene, perché in quella brusca caduta avrei potuto spaccarmi la testa e invece non mi ero fatto niente... chissà chi aveva ragione!?
A proposito d'equitazione: tengo sempre un vecchio ferro di cavallo arrugginito, appeso sulla parete di casa perché si dice porti bene. 
A parte quello non ho porta fortuna particolari, anzi, al classico cornetto preferisco un santino tenuto nel portafoglio o nella borsa del lavoro.”. 


L'intervista ad Amadeus è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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venerdì 11 marzo 2016

Superstizioni vip MARCO BERRY

Quando mi lancio col paracadute...

Marco Berry con Gian Maria Aliberti Gerbotto
"Per molti anni ho avuto una passione travolgente per il paracadutismo e ogni volta che saltavo, dovevo prima compiere alcuni riti irrinunciabili che mi portavano in uno stato di trans ipnotica che mi permetteva poi di affrontare il volo nel migliore dei modi. (racconta Marco Berry) 
Al comando di “Stand by!” urlato dal pilota dell'aereo, toccavo la maniglia di apertura del paracadute, poi il casco, il soggolo e gli occhiali, sempre nello stessa sequenza, in modo rituale, preciso e ormai scaramantico.
E così è stato per i miei quasi mille salti.
A teatro invece, il mio rituale scaramantico è di non entrare mai in scena senza essermi prima scrocchiato il collo con dei lenti movimenti di rotazione del capo e poi essermi sfregato le mani sulla faccia come se me la dovessi lavare.
...In macchina invece tengo come una sorta di portafortuna un piccolo rosario fatto in Brasile che mi regalò un mio amico che fa il prete salesiano.".

L'intervista a Marco Berry è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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martedì 2 febbraio 2016

scaramanzia e superstizione ROBERT DAVI

Padre Pio batte tutto!


l'attore Robert Davi con Gian Maria Aliberti Gerbotto
"Forse è riduttivo definirla una scaramanzia vera e propria, ma diciamo che ogni volta che ho bisogno di un pizzico di fortuna in più, prego e mi affido a Padre Pio, il santo di Pietrelcina di cui sono grande devoto.
Tengo anche sempre una sua immaginetta nel mio portafoglio… un po' più di un semplice porta fortuna, non credete?!?". 

L'intervista a Robert Davi è di GM Aliberti Gerbotto

martedì 6 ottobre 2015

FRASI SULLA FORTUNA by Gandolfo Dispenza

Aliberti Gerbotto con Emma
“Ogni vota che devo affrontare una prova difficile, mi faccio sempre il segno della croce…
Prima di salire sul palco, per rompere la tensione, faccio sempre una telefonata ai miei genitori... la loro voce mi rassicura subito. 
Mi porta fortuna.
Poi il solito segno della croce, evvai… Si parte!".
       Emma


SEGNALATECI ALTRE FRASI SULLA FORTUNA, 
AFORISMI SULLA FORTUNA O SCARAMANTICI
  ...NOI PUBBLICHEREMO I MIGLIORI 
scaramanzievip@gmail.com

giovedì 17 settembre 2015

Scaramanzia e vip FRANCESCO TESTI

Tutto… ma non la scala!

Francesco Testi
"Non sono molto superstizioso, ma confesso che evito di passare sotto le scale (racconta l'attore Francesco Testi). Di certo non evito i gatti neri. Ne ho adottato uno l'anno scorso, che ho chiamato "Belfgagor"... Potrei definirlo un gatto "anti-sfiga.
Mia sorella Paola invece, che è la più superstiziosa della famiglia, se un gatto nero le attraversa la strada, ferma la macchina e aspetta che un'altra persona passi prima di lei. Ah ah ah
Credo poi che ognuno di noi trasmetta energia, che può essere positiva o negativa: quanto più noi siamo positivi, tanto più condizioniamo positivamente le nostre giornate.
Una decina di anni fa avevo interrotto una relazione con una ragazza. Dopo alcuni mesi lei insisteva ancora per ricominciare a vedersi ma io non ne volevo sentirne parlare. L'ultima volta che mi ha chiesto di riprovarci è stato prima di una partita di pallavolo. Esattamente solo pochi minuti dopo mi sono infortunato gravemente ad un ginocchio. Non ho mai voluto credere che sia dipeso da lei.
l'attore Francesco Testi
Ma sta di fatto che le cose sono andate esattamente così.
Credo anche nel malocchio... Se si crede in Dio è giusto crederci, per il principio secondo cui se esiste il bene, deve esistere anche il male. Come si deve credere nell'esistenza del demonio, allo stesso modo ha senso credere nell'esistenza di riti o "preghiere" volti a fare del male.
Così io porto sempre con me un crocifisso benedetto. Negli anni invece mi sono stati regalati tanti cornetti, amuleti e pietre portafortuna, ma non li ho mai portati con me. Li tengo in un cassetto.".

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L'intervista a Francesco Testi  è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

giovedì 5 marzo 2015

scaramanzia e superstizione vip EMMA

con Emma al Festival di Sanremo
“Ogni vota che devo affrontare una prova difficile, mi faccio sempre il segno della croce...
A Sanremo, prima di salire sul palco, per rompere la tensione, facevo una telefonata ai miei genitori... la loro voce mi rassicura subito.

Poi il solito segno della croce e vai... salivo sul palco dell'Ariston!”."


L'intervista a Emma è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

LOCANDA RISTORANTE IN CANNUBI
Via Crosia 13 - BAROLO (cn)

martedì 20 gennaio 2015

scaramanzia e superstizione vip GIORGIO FARATTINI


…quando dovetti togliere il gatto nero dal logo di mio padre!


Giorgio Forattini
Considero la scaramanzia una forma di credenza che si può avvicinare molto al credo religioso. «Credo in voi se mi date la salvezza eterna» non è forse una sorta di superstizione scaramantica? ...E come dimenticare il dubbio di Pascal! 
Credere nelle madonne che piangono o nei santoni è una grande superstizione, un fanatismo pericoloso. 
Io capisco chi ascolta le parole di speranza, non quelle di dannazione: «Voi sarete dannati se non credete!»
a casa di Forattini
Io ho vissuto molto a Napoli, e lì sono maniaci della scaramanzia. Ma è più che altro una forma di superstizione positiva: «Quello porta buono!» La mia famiglia non era scaramantica, tanto che in campagna possedevamo dei bellissimi gatti neri proprio per sfatare questa credenza. Ma quando mio padre fu fatto fuori dall’Agip, fondò una sua azienda petrolifera indipendente e mi chiese di disegnargli il logo, creai un bel gatto nero, che dovetti subito cambiare in grigio perché i napoletani non ci andavano… 


L'intervista a Giorgio Forattini è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

LOCANDA RISTORANTE IN CANNUBI
Via Crosia 13 - BAROLO (cn)

martedì 19 agosto 2014

Scaramanzia e superstizione vip AMADEUS

Non temo il viola… ma il verde!!!


Amadeus
“Scaramtizione? Scaramanzia? Non sono un fanatico, ma in realtà sto al gioco e alla fine mi accorgo di averne parecchie… (racconta Amadeus)
Temo molto lo specchio rotto e quando vedo i miei figli che ne maneggiano uno gli corro dietro per toglierglielo subito dalle mani!
Sono riuscito invece a farmi passare la scaramanzia del gatto nero perché nella radio dove lavoro ne hanno due che incrocio cento volte al giorno... Ormai ci ho fatto l'abitudine, mentre una volta ero capace di fermarmi sul ciglio della carreggiata solo perché uno mi aveva attraversato la strada... A dire il vero, spinto anche da mia moglie Giovanna che da buona napoletana...
Non temo la superstizione del viola, ma mi fa gran paura il verde. Ricordo un servizio fotografico a cavallo che feci nel maneggio di mio papà. Fui costretto a vari cambi d'abito, ma quando mi fecero indossare contro voglia una camicia di quel colore, al primo galoppo, combinazione il cavallo s'inciampò catapultandomi violentemente a terra. Mi venne facile dire che era la dimostrazione che il verde porta male. Uno dei fotografi controbatté asserendo che anzi m'aveva portato bene, perché in quella brusca caduta avrei potuto spaccarmi la testa e invece non mi ero fatto niente... chissà chi aveva ragione!?
A proposito d'equitazione: tengo sempre un vecchio ferro di cavallo arrugginito, appeso sulla parete di casa perché si dice porti bene. 
A parte quello non ho porta fortuna particolari, anzi, al classico cornetto preferisco un santino tenuto nel portafoglio o nella borsa del lavoro.”.  

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L'intervista a Amadeus è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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mercoledì 16 aprile 2014

Scaramanzie e superstizioni vip LINO BANFI

Film a parte… 
Al cornetto preferisco Padre Pio!


"All'anagrafe io nasco Pasqualino Zagaria, e iniziai la mia carriera con lo pseudonimo di Lino Zaga... Ma presto cambiai il cognome d'arte perché spinto dal consiglio del grande Totò che mi fece notare che nel mondo dello spettacolo sembrava portare fortuna accorciare il nome, ma portava invece sfortuna accorciare il cognome. Fu poi il mio impresario a suggerirmi quel “Banfi” per cui mi conoscete oggi... cognome però non propriamente pugliese! Ah ah ah
Questo a parte, forse è giunta l’ora di fare un po’ di chiarezza… -racconta Lino Banfi-
Al contrario di quello che tutti pensano, io non credo assolutamente nelle solite scaramanzie. Il Banfi che avete visto in film di successo, come Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio (vedi video), era solo un attore che interpretava il suo ruolo, un personaggio cinematografico, nulla più. Nella vita reale, invece, io non temo sciagure portate dai gatti neri che ti attraversano la strada, l’olio versato, il sale passato di mano in mano a tavola e simili superstizioni. Certo, confido nell’immaginetta di qualche santo (nel mio caso Padre Pio) che uno si porta dietro per sentirsi più sereno e protetto. 
C’è chi si porta il sale in tasca, chi un ferro di cavallo, chi un chiodo arrugginito; io porto il rosario e la medaglietta di Padre Pio. Se anche questa la vogliamo chiamare scaramanzia, allora anch’io sono scaramantico, ma di una scaramanzia diversa, positiva, che ti fa star bene con te stesso.
Gian Maria Aliberti Gerbotto a casa di Lino Banfi
Ma alla superstizione negativa io non credo. Chi ha stabilito che quella cosa, quel gesto, quel colore, quella canzone o quel povero gatto portino male? Ecco perché io, prima di arrivare all’andro- rincoglionimento totèle e prima di stendere le cuoia, quando farò il mio primo film da regista racconterò quanto segue: la giovane, bella e bona protagonista femminile la svestirò di viola! Un momen- to... vengo e mi spiego.
In una scena molto erotica, quando sarà spogliata dal suo giovane attore partner, la ragazza rimarrà solo in tanga e mini reggiseno di colore viola mentre voluttuosamente morde una mela: voglio vedere chi dirà che il viola porta mèle, come quando, nel mio vecchio film Il brigadiere Zagaria ama la mamma e la polizia, io dicevo: «Père che il pompelmo porti mèle».
Non finisce qui: farò attraversare la strada a un gatto nero e quando l’automobilista inchioda con la macchina per non passare, succederà un tamponamento a catena, mentre un pedone che, vedendo quello stesso gatto nero, lo accarezza e lo lascia passare, troverà per terra una busta con dentro centomila euro. Poi farò cantare la canzone La violeteira da una grande cantante e farò vedere che, nel backstage del teatro, gli attori, le attrici e i ballerini, mentre aspettano di andare in scena, fischiettano, lavorano all’uncinetto e alla lana, cose che, per molti teatranti, portano sfiga al massimo. Infine farò in modo che quando ti dicono in bocca al lupo, non si risponda più «Crepi il lupo!» ma, semplicemente, «Grazie!» Perché deve crepare per forza quel povero lupo? Non mi piace neanche “In culo alla balena!” perché è troppo laborioso uscirne!


L'intervista a Lino Banfi è di Gian Maria Aliberti Gerbotto


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Superstizione e scaramanzie vip CESARA BUONAMICI

Al Tg5, sempre con qualcosa di rosso...

"La superstizione è cosa strana. Anche quando non ci si crede, si tende a ripetere gesti scaramantici: il più banale di tutti, forse, è gettare tre pizzichi di sale dietro le spalle quando incautamente se ne versa un po’. Nella mia famiglia si faceva. (racconta Cesara Buonamici)
la mezzo busto del Tg 5 CESARA BUONAMICI
Così
come, essendo produttori di olio, si è sempre ritenuto iettatorio versarne casualmente sulla tavola. Per il resto non abbiamo mai avuto grandi riti contro la scalogna: niente scale da evitare, niente gatti neri o altro. Però non posso negare che io mi trascini alcuni piccoli riti che mi danno conforto e mi fanno stare bene. Per esempio mi piace indossare, o avere, qualcosa di rosso. Anche quando conduco il telegiornale cerco di avere qualcosa di rosso, magari solo la penna. Ma non temo il viola. Mi piace poi indossare abiti legati a ricordi positivi, come se qualcosa di buono restasse appiccicato all’indumento e quindi portasse bene (all’università mettevo una camicetta bianca, per migliorare i risultati degli esami...). In qualcosa però sono attenta: credo nell’influenza della cattiveria. Ci sono persone che ti danno la sensazione di saper usare la propria malvagità. Cerco di star lontana da loro, e seguo il consiglio di un’amica: non guardare negli occhi le persone cattive, perché è da lì che viene la negatività. Oppure mi immagino immersa in un bagno di luce, come dietro uno schermo che mi protegga. Ma poi, in realtà, se proprio cerco un aiuto mi rivolgo alla preghiera, come ho sempre fatto sin da bambina.".  



L'intervista a Cesara Buonamici 
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mercoledì 2 aprile 2014

Superstizioni e scaramanzie vip PAOLO BROSIO


Padre Pio batte cornetto uno a zero!


Paolo Brosio
"Adesso non vorrei mischiare il sacro con il profano, ma diciamo che da sempre mi porto appresso un rosario della madonnina di Pietrasanta, la croce Tao francescana e... una monetina con su stampata l’effige di padre Pio. Non c’è niente che mi faccia stare più sereno. (racconta Paolo Brosio)
Non esiste talismano che possa reggere il confronto, e quando poi mi regalano cornetti o ammennicoli simili, mi viene da sorridere.
Io ho avuto per anni due gatti neri, Cleopatra e Nerone, figuriamoci se fossi stato scaramantico... Sarei andato nel pallone ogni volta che me li trovavo davanti! 
L’unica cosa che faccio è, ogni volta che devo andare in onda, mettermi sempre all’orecchio sinistro l’auricolare e al destro il ricevitore del microfono. Guai a invertirli! E la diretta non parte finché non è tutto a posto! Così come non mi piace incrociare le mani quando ci si presenta con più persone.
Ma le mie, più che scaramanzie vere e proprie, diciamo che sono semplicemente bizzarre abitudini dettate dalla consuetudine. 
Così come non credo molto nemmeno nelle cose che si dice dovrebbero portare bene: pestare una cacca porta un puzzo pazzesco, altro che fortuna! 


L'intervista a Paolo Brosio è di Gian Maria Aliberti Gerbotto
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domenica 30 marzo 2014

Superstizione e scaramanzia vip MARIA CUFFARO

I luv u mummy

"La scaramanzia e la superstizione sono dei potenti antidoti contro la paura e contro l’incertezza. «È colpa del gatto nero che mi ha attraversato la strada, sono passata sotto la scala, ho dimenticato il corno portafortuna...» Improvvisamente le nostre responsabilità sono annullate e noi innocenti e pronti ad affrontare di nuovo le difficoltà della vita con rinnovato vigore. -racconta Maria Cuffaro- 
la giornalista del Tg3 MARIA CUFFARO

Non ho mai avuto modo o tempo per sviluppare una serie di scaramanzie. I rituali della scaramanzia si consolidano nella famiglia, nei primi anni di vita. Io sono nata da padre settantenne, malato di gotta e di gioco d’azzardo, e mamma induista trapiantata violentemente nell’Italia degli anni Sessanta. «Non toccare mai i libri con i piedi» mi raccomandava mamma con voce triste. In India si cammina scalzi, nei templi, nelle case e a volte anche per strada, e i libri sono simbolo di cultura e di ricchezza. Una scaramanzia inutile in Italia, dove tutti avevano le scarpe e i libri prendono polvere nelle librerie.
Ganapati era il mio dio preferito: faccia da elefante, pancia rotonda per aver mangiato troppi dolci, è il protettore degli scrittori e dei bambini. Accanto ha sempre un topolino che gli porta i biscotti di cui va ghiotto. Ma a scuola trovai il crocifisso, un uomo emaciato e sofferente che guardava i fedeli dall’alto in basso, un’estasi mistica che avrei compreso solo anni dopo.
Da piccola parlavo con il vento, Vayu, un dio minore ma potente. Chiudevo gli occhi e mi sembrava che il vento spostasse le enormi nubi solo per me. In classe la maestra mi spiegò che i pagani furono sconfitti dalle gloriose religioni monoteiste. Come tutte le cose che si apprendono tardi, diventano solo conoscenza, ma non diventano abitudine. Ho scoperto che i gatti neri portano sfortuna, poiché erano associati alle donne bruciate come streghe dal medioevo fino al Seicento in Europa. Ho scoperto che in teatro durante la quaresima, i teatranti erano disoccupati e quindi il viola era un colore maledetto.
Mi affeziono agli oggetti, come purtroppo fanno in molti. Ho incorniciato un foglietto scarabocchiato da mio figlio in seconda elementare. «I luv u mummy» c’è scritto ,con calligrafia incerta di bambino. Un foglietto fatto a scuola con l’aiuto delle maestre. Quando mi sono ritrovata intrappolata sotto i colpi di mortaio dei guerriglieri di Sadr a Nassiriya, io stringevo il foglietto di Lorenzo. Dopo ore, il foglio di cartoncino bianco era ridotto a uno straccio grigio. Ora è diventato un ricordo portafortuna e riposa sotto vetro a una parete della cucina.".


L'intervista a Maria Cuffaro è di Gian Maria Aliberti Gerbotto


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venerdì 28 marzo 2014

Superstizione e scaramanzia vip LINO BANFI

Film a parte… 
Al cornetto preferisco Padre Pio!


"Forse è giunta l’ora di fare un po’ di chiarezza… -racconta Lino Banfi-
 Al contrario di quello che tutti pensano, io non credo assolutamente nelle solite scaramanzie. Il Banfi che avete visto in film di successo, come Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio (vedi video), era solo un attore che interpretava il suo ruolo, un personaggio cinematografico, nulla più. Nella vita reale, invece, io non temo sciagure portate dai gatti neri che ti attraversano la strada, l’olio versato, il sale passato di mano in mano a tavola e simili superstizioni. Certo, confido nell’immaginetta di qualche santo (nel mio caso Padre Pio) che uno si porta dietro per sentirsi più sereno e protetto. 
C’è chi si porta il sale in tasca, chi un ferro di cavallo, chi un chiodo arrugginito; io porto il rosario e la medaglietta di Padre Pio. Se anche questa la vogliamo chiamare scaramanzia, allora anch’io sono scaramantico, ma di una scaramanzia diversa, positiva, che ti fa star bene con te stesso.
Gian Maria Aliberti Gerbotto a casa di Lino Banfi
Ma alla superstizione negativa io non credo. Chi ha stabilito che quella cosa, quel gesto, quel colore, quella canzone o quel povero gatto portino male? Ecco perché io, prima di arrivare all’andro- rincoglionimento totèle e prima di stendere le cuoia, quando farò il mio primo film da regista racconterò quanto segue: la giovane, bella e bona protagonista femminile la svestirò di viola! Un momen- to... vengo e mi spiego.
In una scena molto erotica, quando sarà spogliata dal suo giovane attore partner, la ragazza rimarrà solo in tanga e mini reggiseno di colore viola mentre voluttuosamente morde una mela: voglio vedere chi dirà che il viola porta mèle, come quando, nel mio vecchio film Il brigadiere Zagaria ama la mamma e la polizia, io dicevo: «Père che il pompelmo porti mèle».
Non finisce qui: farò attraversare la strada a un gatto nero e quando l’automobilista inchioda con la macchina per non passare, succederà un tamponamento a catena, mentre un pedone che, vedendo quello stesso gatto nero, lo accarezza e lo lascia passare, troverà per terra una busta con dentro centomila euro. Poi farò cantare la canzone La violeteira da una grande cantante e farò vedere che, nel backstage del teatro, gli attori, le attrici e i ballerini, mentre aspettano di andare in scena, fischiettano, lavorano all’uncinetto e alla lana, cose che, per molti teatranti, portano sfiga al massimo. Infine farò in modo che quando ti dicono in bocca al lupo, non si risponda più «Crepi il lupo!» ma, semplicemente, «Grazie!» Perché deve crepare per forza quel povero lupo? Non mi piace neanche “In culo alla balena!” perché è troppo laborioso uscirne!


L'intervista a Lino Banfi è di Gian Maria Aliberti Gerbotto
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sabato 8 marzo 2014

Superstizione e scaramanzia vip TONINO GUERRA

Bacio un santino russo, ma solo per simpatia


in occasione dell'anniversario della morte proponiamo un ricordo del poeta
"Non credo che qualcuno possa portare male, ma non mi piace che me lo dicano, perché possono arrivare delle commistioni secondarie. -raccontava il poeta Tonino Guerra, scomparso due anni fa- Se viene a trovarmi una persona che si dice porti sfortuna, poi mi obbligano a toccarmi le palle pur non credendo né al gesto, né alle parole di chi me l’ha detto. Anche mia moglie, che è russa, crede al malocchio, e quando c’è qualcosa che non va mi dice che qualcuno deve avermi fatto oggetto di cattivi pensieri. Sono cose che mi fanno ridere! Credo che nessuno sia così “grande” da riuscire a fare male a un altro solo con il pensiero. Le malattie non te le manda nessuno, te le procuri da solo. Non sono scaramantico e quando sento dire che qualcosa porta fortuna o sfortuna, onestamente non tengo conto di niente. Mia moglie mi ha riempito la casa con quaranta gatti e tantissimi di questi sono neri... Figuriamoci!
Quando ero nell’ambiente del cinema, ricordo, non era considerato bello vestirsi di viola, ma io non ho mai nemmeno avuto il problema, perché, per mio gusto personale, non ho mai indossato nulla di quella tinta. Stronzate!
Le scaramanzie sui numeri poi mi fanno proprio ridere, qualcuno dice che porta male il 17 e fortuna il 13, altri l’esatto contrario... Si mettano almeno d’accordo!
Le scaramanzie sono piccole battaglie che uno fa forse per sentirsi vivo, ma la vita è già difficile per conto suo, senza dover andarsela a complicare. Sinceramente mi piacerebbero altri discorsi, piuttosto che queste pataccate!
Negli anni ho subito diverse operazioni, tra cui una anche al cervello adesso che ho novanta anni, non credo in niente e sono laico, mi piace però un piccolo santo russo, mezzo gobbo e poco conosciuto... Mia moglie mi mette la sua immagine sul comodino, per farmela baciare e io la bacio, perché mi è simpatico come persona. È diventato un amico straordinario.".


L'intervista a Tonino Guerra è di Gian Maria Aliberti Gerbotto 
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