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giovedì 28 novembre 2019

Superstizione e scaramanzia vip ILARY BLASI

E' Totti il più scaramantico in famiglia

Forse è mio marito Francesco (Totti, il calciatore storico capitano della Roma ndr) il più scaramantico in famiglia...
Ma lui non ha le scaramanzie classiche, canoniche, quelle più popolari. Ha dei riti tutti suoi, tipo fare la stessa strada che gli porta bene o comunque ripetere in modo uguale certe cose... 
Entrambi invece non temiamo il viola, né i gatti neri.
Io poi li adoro proprio e quando li incrocio mi portano bene!
Temo però tantissimo passare sotto la scala. Non so perché. E' una cosa che probabilmente ho ereditato dai miei genitori, una scaramanzia che mi hanno attaccata e mi porto dietro fin da piccola.
Da quando lavoro in televisione, sono stata spesso coinvolta in vari “riti” propiziatori. Anche a Le Iene, alla prima puntata ci uniamo tutti insieme dietro le quinte nel grido bene augurante “Merda merda merda”.
Ai tempi di Che tempo che fa, Fabio Fazio, poi era tremendo...
Lui teme il viola da morire e non vuole sentire pronunciare nulla che riguardi l'Egitto.... Ricordo ancora la scena che fece quando Luciana Littizzetto proprio per prenderlo in giro, gli regalò un libro sulle Piramidi... ah ah ah
Io sul mio corpo ho sei tatuaggi e ho sentito spesso dire che a seconda che il numero sia dispari o pari portino bene o male, ma io non ci credo e non me ne curo…
...Ma speriamo che averli in numero pari porti bene... ah ah ah

L'intervista a Ilary Blasi è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

giovedì 27 luglio 2017

Scaramanzia vip FEDERICA PELLEGRINI


Rimedio antisfiga? Una toccatina al seno!

Federica Pellegrini

"Io, a differenza di molti altri nuotatori, non ho le solite scaramanzie tipo la scala, il passarsi il sale a tavola o il cappello sul letto, da non posare mai! La mia abitudine, chiamiamola così, è che non faccio mai pronostici sui risultati delle mie gare. Ma se qualcuno si azzarda a farli comunque, o mi capita un evento che io ritengo sfortunato, mi tocco il seno. Rimedio femminile al consueto rituale maschile di toccarsi le parti basse. Una bella palpatina al seno sinistro e la sfiga se ne va!".

                          L'intervista è di Gian Maria Aliberti Gerbotto


LEGGI L'INTERVISTA ANCHE SU: 

giovedì 15 settembre 2016

scaramanzie vip: ALEX ZANARDI

Temo il 17 e ho sfidato il 13

Alex Zanardi

"Nella mia carriera automobilistica in Formula 1 mi è capitato in un paio di gran premi di vedermi assegnare il box numero 17. Una volta sono riuscito a farmi cambiare di posto scambiandomi di garage con quello di un altro pilota, cui non importava nulla; in un’altra occasione, invece, il team manager della Lotus, per cui allora correvo, s’imbufalì come un matto, dicendo che erano tutte baggianate e che si rifiutava di traslocare meccanici e casse d’attrezzi, solo per una mia sciocca scaramanzia. A quel punto io feci una targhetta con la scritta «16bis» e l’attaccai all’ingresso del box, ma lui la vide e la strappò via... Il giorno dopo, in gara, feci un botto clamoroso, in cui rischiai davvero le penne, e che ancora oggi

impazza su internet per la sua drammatica spettacolarità. Il fatto è che in Inghilterra quel numero non porta male, mentre temono il tredici, che per me invece è solo un numero come un altro, nonostante quando a Lausitzring ebbi l’incidente che mi costò l’amputazione di entrambe le gambe mi mancassero solo tredici giri alla fine della gara.
Un anno e mezzo dopo, ho voluto addirittura sfidare la scaramanzia e sono tornato in Germania, su quella pista, per completare simbolicamente i giri che mi mancavano.
Ricordo ancora il momento in cui mi vennero a chiamare per l’esibizione: l’orologio della pista in quel preciso istante segnava le ore tredici, tredici minuti e tredici secondi. A quel punto, influenzato dalla superstizione dei colleghi inglesi, mi vennero i brividi, ma poi trovai la cosa ridicola e partii lo stesso, decidendo di sfidare la sorte e sfatare la loro scaramanzia. Bene, completai il mio percorso tra gli applausi del pubblico, senza incidenti e con una velocità che mi sarebbe valsa un ottimo quinto posto sulla griglia di partenza.". 


L'intervista a Zanardi è di Gian Maria Aliberti Gerbotto


giovedì 11 giugno 2015

Scaramanzie e superstizioni vip FLAVIA PENNETTA

I rituali dei miei tifosi mi portano bene


la tennista Flavia Pennetta
"Ci sono mille racconti buffi legati alle abitudini scaramantiche della mia famiglia e dei miei amici quando gioco: sono loro che rispettano tutta una serie di pratiche per potersi godere le mie partite (racconta Flavia Pennetta). Sapere che, quando inizia il match, sono tutti riuniti seguendo formazioni uguali e stesso “protocollo”, mi fa allegria ed è forse il mio vero ed unico rito scaramantico personale.
La vittoria della Fed cup del 2006, invece, ha cominciato a richiamare tifosi e nuove leve. Quella coppa è anche un po’ il portafortuna che ci siamo regalate , perché da allora, tra alti e bassi, abbiamo tutte raggiunto i nostri migliori risultati in carriera.

Non penso che le mie sconfitte in campo professionale e sentimentale o gli infortuni fisici siano il risultato di malocchi o ietture , le considero esperienze delle quali fare tesoro La fortuna conta tanto, se si è pronti per sfruttarla al massimo: è la capacità di intercettare le cose quando succedono, starci dentro e seguire il flusso.
Sono una persona positiva Quando ci capita qualcosa di brutto ci si sente dire che c’è una ragione. Lì per lì credo che sia una delle frasi più fastidiose e irritanti possibili, per me è così. Quando vivo un momento negativo non mi arrovello a cercane le cause piuttosto mi concentro a trovare le energie per uscirne . La paura, invece, il rimanere sempre agganciati ai vari lacci e lacciuoli del dubbio e dell’insicurezza, è come essere vittima del peggior malocchio.". 

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L'intervista con Flavia Pennetta è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

mercoledì 4 febbraio 2015

superstizione e scaramanzia vip EROS RAMAZZOTTI

Stesso albero e stessa stanza… PER VINCERE LA PARTITA!!!

Gian Maria Aliberti Gerbotto con Eros Ramazzotti
"Il 6 giugno non sarò all’Olympiastadion per Juve-Barcellona, la finale di Champions League, perché quel giorno ho degli appuntamenti a Parigi. Ma non è male: io sono abbastanza scaramantico e l'altra sera ho seguito la finale di Coppa Italia sempre da Parigi. E abbiamo vinto! Nonostante una grande Lazio. Così per il 6 giugno ho prenotato lo stesso albergo vicino a Place Vendome e la stessa stanza.".

martedì 26 agosto 2014

LE SCARAMANZIE DEGLI SPORTIVI

SPECIALE EUROPEI DI NUOTO 
BERLINO 2014

FEDERICA PELLEGRINI
Rimedio antisfiga? Una bella toccatina al seno!

Federica Pellegrini
"Io, a differenza di molti altri nuotatori, non ho le solite scaramanzie o superstizioni tipo la scala, il passarsi il sale a tavola o il cappello sul letto, da non posare mai! La mia abitudine, chiamiamola così, è che non faccio mai pronostici sui risultati delle mie gare. Ma se qualcuno si azzarda a farli comunque, o mi capita un evento che io ritengo sfortunato, mi tocco il seno. Rimedio femminile al consueto rituale scaramantico maschile di toccarsi le parti basse. Una bella palpatina al seno sinistro e la sfiga se ne va!".
L'intervista a Federica Pellegrini è di Gian Maria Aliberti Gerbotto


TANIA CAGNOTTO
"Mi sono tatuata un quadrifoglio" 
Tania Cagnotto
“Le mie superstizioni, o diciamo meglio miei “rituali scaramantici” cambiano di gara in gara… (racconta Tania Cagnotto) La scelta di un particolare costume ad esempio. E se prima di un tuffo faccio tre balzi e va bene, ovviamente devo rifare tutto allo stesso modo al prossimo.
All'apertura dei mondiali ti mettono un adesivo dello sponsor. Serve solo per le premiazioni così di solito poi lo stacchi a fine sfilata, ma nel 2005 decisi di tenerlo perché mi sarebbe poi servito per la premiazione!!! E così è stato.
Il mio portafortuna è il quadrifoglio che ci siamo tatuate sul polso io e la mia amica Vale.”. 
 
 L'intervista a Tania Cagnotto è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

FILIPPO MAGNINI
"Adoro i gatti neri, ma…"
"I miei compagni della nazionale hanno tutte le superstizioni e scaramanzie del mondo, ma io non ne sono stato contagiato più di tanto. (racconta Filippo Magnini) Al massimo cerco di non rompere specchi e di non far cadere il sale.
con FILIPPO MAGNINI, ospiti a Quelli che il calcio
 I gatti neri poi addirittura li adoro! Così come adoro il colore giallo. Ogni volta che vedo qualcosa di quella tinta credo sia un segno di buon auspicio. 
Confesso: prima di una competizione compio anche alcuni gesti rituali che però... sono segreti!".


 L'intervista a Filippo Magnini è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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lunedì 21 luglio 2014

Scaramanzia e superstizione vip STEFANO BETTARINI

I calciatori sono molto scaramantici…

Gian Maria Aliberti Gerbotto con Stefano Bettarini
"Quando giocavo, se la partita della domenica andava bene, la settimana dopo cercavo di ripetere meticolosamente tutto quello che avevo fatto quella prima. Spesso in modo maniacale, quindi non solo rifacendo la medesima preparazione atletica, la stessa regolarità negli esercizi e nell’allenamento; arrivavo addirittura a ripetere anche quello che avevo fatto nella vita privata. (Racconta Stefano Bettarini) Andavo a mangiare negli stessi ristoranti e facevo colazione nei medesimi bar…
Il bello è che quando invece sul campo poi perdevamo scoppiavo a ridere pensando a quanto ero stato stupido.
L’ambiente del calcio è scaramantico almeno quanto quello del mondo dello spettacolo; negli spogliatoi si vede di tutto: c’è chi entra sempre in campo col piede destro, chi si siede sempre nello stesso posto o si lega i lacci delle scarpe in modi strani…
Ricordo Edmundo, quando giocavamo insieme nella Fiorentina, che prese casa a Viareggio, obbligandosi ogni giorno a macinare chilometri per arrivare agli allenamenti, solo perché era convinto che l’aria del mare gli portava fortuna.
Il nostro rito propiziatorio del sabato sera, ai tempi dei ritiri col Parma, era d’ordinare sempre pizze e birre che mangiavamo appena finita la dietetica cena ufficiale cui eravamo costretti. Per farlo avevamo dovuto corrompere un dipendente dell’albergo; l’allenatore aveva capito tutto, ma faceva finta di niente… Portava bene, e la domenica vincevamo!".
  
 L'intervista a Stefano Bettarini è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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martedì 1 luglio 2014

Superstizione e scaramanzia vip MASSIMILIANO ROSOLINO

Mia sorella mi porta bene, ma alle mie gare purtroppo non veniva mai


Massimiliano Rosolino
"Se qualche persona che mi è cara voleva venire in piscina ad assistere a una mia gara importante, doveva prima sottostare a una sorta d’esame di “avvicinamento”. (Racconta Massimiliano Rosolino) Proprio come a scuola guida, dove se vuoi prendere la patente devi passare la teoria, per essere ammesso alla pratica. Chi non superava la mia prima verifica era meglio che poi se ne stesse a casa sua, piuttosto che venirmi a tifare a bordo vasca, quando ero impegnato in una competizione decisiva.
Scherzi a parte, non credo che qualcuno seduto sulle gradinate possa davvero portarmi male, ma a volte, qualche persona che era presente quando combinazione ho perso non mi trasmette grande positività. Allora, per scaramanzia, preferisco che non torni la volta seguente. Ma alla fine, bocciati o rimandati, tutti gli amici e i miei cari, prima o poi, m’hanno portato fortuna, e con loro a farmi il tifo ho vinto.
I miei genitori, ad esempio, mi portano bene, ma è mia sorella la numero uno! Peccato che sia sempre molto impegnata e nella mia carriera abbia assistito solo a un paio di mie gare... Con lei in piscina a tifare, sono sempre andate alla grande. Spettacolari!
Natalia, invece, pur essendo la persona che avrei gradito di più al mio fianco, statisticamente è sempre stata quella che creava più problemi. Le donne spesso non sono autonome e il pensiero premuroso che possano annoiarsi o che tu debba andare su e giù dagli spalti per salutarle ti distrae, togliendoti la concentrazione assolutamente necessaria per affrontare una competizione. Una volta, visto che le mie due prove precedenti non erano state brillanti, e peggio di così non poteva andare, ho detto a Natalia (Titova, ballerina, nda) che alle successive qualificazioni sarebbe potuta venire... Così, se fosse andata di nuovo male, almeno avrei potuto scaricare la colpa su di lei, ah ah ah!".

 L'intervista a Massimiliano Rosolino è di Gian Maria Aliberti Gerbotto


domenica 29 giugno 2014

Superstizioni e scaramanzie vip ALENA SEREDOVA

Voi vi toccate le parti basse... io mi tocco i denti!
"Il mio paese d'origine, la Repubblica Ceca, è scaramantico come l'Italia.
Alena Seredova
(racconta Alena Seredova) Una curiosità: in Italia di fronte a qualcosa che "porta male" si tocca ferro e alcuni uomini, anche i più raffinati, pensano che la zona in cui non batte mai il sole (si dice così vero?) sia foriera di gran fortuna. Nella Repubblica Ceca invece ci tocchiamo identi con la nocca dell'indice. ...Il ferro infatti non resiste al calore, i denti invece sopravvivono sempre!
Io sono poi solita appoggiare il salino sul tavolo quando il mio commensale me lo chiede, senza passarglielo di mano in mano. E' un'abitudine che ho preso in Italia. Il perché è semplice. Le prime persone che ho conosciuto erano napoletane. Totò docet!
Ho lavorato molto in televisione e mi ha sempre colpita la frase pronunciata due minuti prima della diretta: "merda, merda merda!". 
Merda è sicuramente la prima parola che ho imparato.
E' interessante notare come la cosa che non vorresti mai calpestare sia invece qui segnale che le cose ti andranno bene.. Curioso no? Credo poi nelle persone che portano male... Siamo tutti fatti di energia e credo esista quella negativa. 
Io sono particolarmente sensibile. Spesso mi accade di incontrare delle persone e di sentirmi subito dopo molto stanca, triste.
I nuovi vampiri non si nutrono di sangue ma di energia…
La mia reazione è sempre la stessa. Stanchezza, tristezza. E appena avverto queste sensazioni mi allontano o scelgo di non entrare più in contatto con chi mi ha reso così. 
Io trascorro il Natale con la mia famiglia, a Praga. E' usanza mangiare la carpa fritta. Ognuno di noi conserva qualche squama della carpa. Io le ho nel portafoglio, per esempio. Sono il mio portafortuna!
Non uso donare dei portafortuna ma credo nell'amicizia. Spesso regalo alle persone a cui voglio molto bene un braccialetto, simbolo dell'amicizia.".
L'intervista a Alena Seredova è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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mercoledì 23 aprile 2014

Superstizione e scaramanzia vip GIOVANNI MALAGO'

A me il tredici porta bene!

Giovanni Malagò
“Quando vado in un locale, a teatro, al cinema o allo stadio, cerco sempre, laddove possibile, il posto numero 13 o un posto in cui la somma dei numeri è uguale a 13. (racconta Giovanni Malagò) Basti pensare alle elezioni al CONI dove alla vigilia non ero considerato favorito. Io invece sono sempre stato convinto di farcela perché sapevo che era il momento giusto. Sa quanti erano gli aventi diritto al voto? Erano 76. E sette più sei fa 13... E' il mio numero fortunato.
Io sono un superstizioso atipico. A me porta bene tutto quello che agli altri porta male. Quindi le varie dicerie sul gatto nero, sui numeri e quant’altro sono tutte cose positive per me. Portano bene e non portano male.
Diciamo che ho dato una chiave di lettura personalizzata a questo mondo che è talmente variegato che può valere tutto e il contrario di tutto. La mia chiave finora per me è stata quella giusta. 
Ah... dimenticavo: oltre al numero 13, un'altra cosa che mi porta bene sono i colori giallo e blu, che incidentalmente sono anche i colori del Circolo Canottieri Aniene di cui sono il Presidente.”.

L'intervista a Giovanni Malagò è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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mercoledì 16 aprile 2014

Superstizione e scaramanzia vip ALENA SEREDOVA

Voi vi toccate le parti basse... io mi tocco i denti!
"Il mio paese d'origine, la Repubblica Ceca, è scaramantico come l'Italia.
Alena Seredova
(racconta Alena Seredova) 
Una curiosità: in Italia di fronte a qualcosa che "porta male" si tocca ferro e alcuni uomini, anche i più raffinati, pensano che la zona in cui non batte mai il sole (si dice così vero?) sia foriera di gran fortuna. Nella Repubblica Ceca invece ci tocchiamo identi con la nocca dell'indice. ...Il ferro infatti non resiste al calore, i denti invece sopravvivono sempre!
Io sono poi solita appoggiare il salino sul tavolo quando il mio commensale me lo chiede, senza passarglielo di mano in mano. E' un'abitudine che ho preso in Italia. Il perché è semplice. Le prime persone che ho conosciuto erano napoletane. Totò docet!
Ho lavorato molto in televisione e mi ha sempre colpita la frase pronunciata due minuti prima della diretta: "merda, merdamerda!". 
Merda è sicuramente la prima parola che ho imparato.
E' interessante notare come la cosa che non vorresti mai calpestare sia invece qui segnale che le cose ti andranno bene.. Curioso no?
Credo poi nelle persone che portano male... Siamo tutti fatti di energia e credo esista quella negativa. 
Io sono particolarmente sensibile. Spesso mi accade di incontrare delle persone e di sentirmi subito dopo molto stanca, triste.
I nuovi vampiri non si nutrono di sangue ma di energia...
La mia reazione è sempre la stessa. Stanchezza, tristezza. E appena avverto queste sensazioni mi allontano o scelgo di non entrare più in contatto con chi mi ha reso così. 
Io trascorro il Natale con la mia famiglia, a Praga. E' usanza mangiare la carpa fritta. Ognuno di noi conserva qualche squama della carpa. Io le ho nel portafoglio, per esempio. Sono il mio portafortuna!
Non uso donare dei portafortuna ma credo nell'amicizia. Spesso regalo alle persone a cui voglio molto bene un braccialetto, simbolo dell'amicizia.".
L'intervista a Alena Seredova è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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Alena ha segnalato con un tweet la mia intervista… GRAZIE ALENA!

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venerdì 28 febbraio 2014

scaramanzia degli sportivi

SCARAMANZIE E MASS MEDIA

vi proponiamo il link di un articolo che 
La Gazzetta dello Sport 
dedicò alle 
raccolte nel libro Il metodo antisfiga
dell'autore del blog Gian Maria Aliberti Gerbotto

per leggere l'articolo clicca qui

per acquistare il libro… IBS

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lunedì 24 febbraio 2014

Scaramanzia e superstizione vip CHRISTOF INNERHOFER

Scaramanzia o religione?

"Molti sportivi sono scaramantici… (racconta Christof Innerhofer)
Christof Innerhofer
Se questo può aiutarli a vivere più sereni e rilassati, ben venga ma se si trasforma in una malattia com'è purtroppo per un mio caro collega, allora non è più divertente.
Le mie, invece non so quanto possano definirsi scaramanzie o religione…
Il mio rituale prima di ogni gara è semplicemente di farmi il segno della croce.
A Sochi ha vinto due medaglie
I miei inseparabili portafortuna sono invece un vecchio rosario che tengo sempre nella giacca della tuta da sci e un piccolo angioletto di ceramica che in ogni mia competizione campeggia sul comodino dell'albergo in cui alloggio.".


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L'intervista con Christof Innerhofer è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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