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giovedì 9 novembre 2017

Superstizione ANTONELLA CLERICI

Una tazzina di caffè… e poi via con le carte!


"Prima di andare in onda, all’ultimo minuto, bevo sempre una tazzina di caffè, con tanto zucchero e macchiato con un goccio di latte. (racconta Antonella Clerici) Spesso lo faccio anche dopo aver già indossato l’abito di scena, mandando nel panico i costumisti, che hanno il terrore che mi possa macchiare il vestito. Ma a volte, quando non ho avuto la battuta pronta, ne ho attribuito la colpa proprio al non avere seguito quest’abitudine, che ormai è diventata una mia vera e propria immancabile scaramanzia.
Alla prima puntata di ogni programma, appena entro nel mio nuovo camerino, mi porto da casa del sale grosso da cucina e lo spargo in tutti gli angoli della stanza. Se poi altri della troupe lo buttano anche sul palcoscenico o sul set, non mi dispiace. Quando registravamo a Napoli Ti lascio una canzone, c’era sale dappertutto. 
Di solito, poi, prima di prendere una decisione importante, consulto una mia carissima amica che ci sa fare con le carteLei in realtà non è una cartomante di professione, nella vita si occupa di tutt’altro, ma ci azzecca sempre. Anche prima di affrontare la sfida della conduzione del Festival di Sanremo la consultai e mi disse, contro l’opinione di tutti, di andare avanti, che si sarebbe rivelato un grandissimo successo. E anche in quell’occasione ebbe ragione!".


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              L'intervista a Antonella Clerici è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

mercoledì 26 luglio 2017

Scaramanzia vip DANIELE BOSSARI

Un bicchierino... porta bene! 


"Il nostro rito scaramantico prima di ogni puntata, ai tempi del Festivalbar era sempre quello del bicchierino. -racconta Daniele Bossari- Prima d’entrare in scena e affrontare una piazza dalla
Gian Maria Aliberti Gerbotto con Daniele Bossari
platea immensa, come quella 
che di solito caratterizzava le tappe della gara canora, un piccolo bicchiere di liquore era d’obbligo. Meglio la grappa, ma diciamoci la verità: alla fine qualsiasi bevanda superalcolica andava bene per sciogliere l’adrenalina del momento e darci la carica giusta.

Compagne di brindisi beneauguranti dietro le quinte sono state splendide colleghe conduttrici come Alessia Marcuzzi e Michelle Hunziker. Per allentare la tensione, nel momento clou si alzavano i calici, ci si guardava dritto negli occhi e al classico grido «Merda, merda, merda!» si tracannava il liquore. One shot, ovvero tutto d’un fiato. Poi vai, corri sul palcoscenico e tutto sembra filare con più serenità.
A parte questo rituale portafortuna piuttosto goliardico, non sono scaramantico. Non è il colore del gatto a portare male, è il significato che tu dai all’evento che ti mette in negativo. Dipende tutto da te, altro che gatto!". 


L'intervista a Daniele Bossari è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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giovedì 15 ottobre 2015

Superstizioni vip NINO FRASSICA

Saluto le pecore e arrivano i soldi!

Frassica con GM Aliberti Gerbotto
"Sinceramente non mi ricordo chi me l’abbia suggerito, è successo tanto tempo fa, o forse addirittura l’ho solo sognato, non so proprio, ma salutare le pecore porta bene...
(racconta Nino Frassica) A prova di ciò che dico vi racconto un simpatico aneddoto di qualche tempo fa: mentre ero alla guida della mia macchina ho salutato le pecore a lato della strada che, tranquille e beate, si godevano il loro pasto d’erba quotidiana... Poco dopo è squillato il mio telefonino cellulare: l’agente mi annunciava che finalmente avevamo chiuso il contratto cui tenevo tanto. L’avevamo spuntata noi e mi era stato anche riconosciuto il compenso che avevo richiesto. Insomma, se il semplice gesto di una mano, il cenno di un saluto, può portare fortuna, perché non farlo? Io lo faccio. Costa poco... E poi vada come deve andare!
Il rituale che invece m’accompagna sempre dopo che ho registrato la puntata di un qualsiasi spettacolo televisivo sono le solite quattro o cinque
telefonate di rito agli amici più cari, chiedendo loro di guardare la puntata in tv per poi dirmi cosa ne pensano. Chi vede le cose dall’esterno le vede meglio di chi le vive in prima persona, i consigli mi sono preziosi e il loro essere incollati davanti alla tv mi porta bene... Minimo minimo l’audience sale, no?". 


L'intervista a Nino Frassica è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

giovedì 11 giugno 2015

Scaramanzie e superstizioni vip FLAVIA PENNETTA

I rituali dei miei tifosi mi portano bene


la tennista Flavia Pennetta
"Ci sono mille racconti buffi legati alle abitudini scaramantiche della mia famiglia e dei miei amici quando gioco: sono loro che rispettano tutta una serie di pratiche per potersi godere le mie partite (racconta Flavia Pennetta). Sapere che, quando inizia il match, sono tutti riuniti seguendo formazioni uguali e stesso “protocollo”, mi fa allegria ed è forse il mio vero ed unico rito scaramantico personale.
La vittoria della Fed cup del 2006, invece, ha cominciato a richiamare tifosi e nuove leve. Quella coppa è anche un po’ il portafortuna che ci siamo regalate , perché da allora, tra alti e bassi, abbiamo tutte raggiunto i nostri migliori risultati in carriera.

Non penso che le mie sconfitte in campo professionale e sentimentale o gli infortuni fisici siano il risultato di malocchi o ietture , le considero esperienze delle quali fare tesoro La fortuna conta tanto, se si è pronti per sfruttarla al massimo: è la capacità di intercettare le cose quando succedono, starci dentro e seguire il flusso.
Sono una persona positiva Quando ci capita qualcosa di brutto ci si sente dire che c’è una ragione. Lì per lì credo che sia una delle frasi più fastidiose e irritanti possibili, per me è così. Quando vivo un momento negativo non mi arrovello a cercane le cause piuttosto mi concentro a trovare le energie per uscirne . La paura, invece, il rimanere sempre agganciati ai vari lacci e lacciuoli del dubbio e dell’insicurezza, è come essere vittima del peggior malocchio.". 

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L'intervista con Flavia Pennetta è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

mercoledì 27 maggio 2015

scaramanzie e supersitizioni vip FEDERICA PELLEGRINI e MAGNINI

Rimedio antisfiga? Una bella toccatina al seno!

Federica Pellegrini

"Io, a differenza di molti altri nuotatori, non ho le solite scaramanzie tipo la scala, il passarsi il sale a tavola o il cappello sul letto, da non posare mai! La mia abitudine, chiamiamola così, è che non faccio mai pronostici sui risultati delle mie gare. Ma se qualcuno si azzarda a farli comunque, o mi capita un evento che io ritengo sfortunato, mi tocco il seno. Rimedio femminile al consueto rituale maschile di toccarsi le parti basse. Una bella palpatina al seno sinistro e la sfiga se ne va!".

Adoro i gatti neri, ma…
con FILIPPO MAGNINI, ospiti insieme a Quelli che il calcio

"I miei compagni della nazionale hanno tutte le scaramanzie del mondo, ma io non ne sono stato contagiato più di tanto. -racconta Filippo Magnini - Al massimo cerco di non rompere specchi e di non far cadere il sale.
 I gatti neri poi addirittura li adoro! Così come adoro il colore giallo. Ogni volta che vedo qualcosa di quella tinta credo sia un segno di buon auspicio. 
Confesso: prima di una competizione compio anche alcuni gesti rituali che però... sono segreti!".


 L'intervista a Magnini e Pellegrini è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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martedì 1 luglio 2014

Superstizione e scaramanzia vip MASSIMILIANO ROSOLINO

Mia sorella mi porta bene, ma alle mie gare purtroppo non veniva mai


Massimiliano Rosolino
"Se qualche persona che mi è cara voleva venire in piscina ad assistere a una mia gara importante, doveva prima sottostare a una sorta d’esame di “avvicinamento”. (Racconta Massimiliano Rosolino) Proprio come a scuola guida, dove se vuoi prendere la patente devi passare la teoria, per essere ammesso alla pratica. Chi non superava la mia prima verifica era meglio che poi se ne stesse a casa sua, piuttosto che venirmi a tifare a bordo vasca, quando ero impegnato in una competizione decisiva.
Scherzi a parte, non credo che qualcuno seduto sulle gradinate possa davvero portarmi male, ma a volte, qualche persona che era presente quando combinazione ho perso non mi trasmette grande positività. Allora, per scaramanzia, preferisco che non torni la volta seguente. Ma alla fine, bocciati o rimandati, tutti gli amici e i miei cari, prima o poi, m’hanno portato fortuna, e con loro a farmi il tifo ho vinto.
I miei genitori, ad esempio, mi portano bene, ma è mia sorella la numero uno! Peccato che sia sempre molto impegnata e nella mia carriera abbia assistito solo a un paio di mie gare... Con lei in piscina a tifare, sono sempre andate alla grande. Spettacolari!
Natalia, invece, pur essendo la persona che avrei gradito di più al mio fianco, statisticamente è sempre stata quella che creava più problemi. Le donne spesso non sono autonome e il pensiero premuroso che possano annoiarsi o che tu debba andare su e giù dagli spalti per salutarle ti distrae, togliendoti la concentrazione assolutamente necessaria per affrontare una competizione. Una volta, visto che le mie due prove precedenti non erano state brillanti, e peggio di così non poteva andare, ho detto a Natalia (Titova, ballerina, nda) che alle successive qualificazioni sarebbe potuta venire... Così, se fosse andata di nuovo male, almeno avrei potuto scaricare la colpa su di lei, ah ah ah!".

 L'intervista a Massimiliano Rosolino è di Gian Maria Aliberti Gerbotto


mercoledì 11 giugno 2014

Scaramanzie e superstizioni vip FLAVIO INSINNA


Sono leopardiano e mi porto sfiga da solo

"Io credo che a volte la sfiga me la sono portata da solo, per via del mio carattere un po’ crepuscolare, leopardiano (racconta Flavio Insinna)... Senza voler scomodare il sommo poeta.
Flavio Insinna
Se ci si lamenta che non si trova parcheggio, è giurato che non si troverà. C’è un mio amico che, quando è lui al volante, troviamo posto anche a New York nell’ora di punta. Se invece guido io, non parcheggiamo neanche nel deserto. E così vale anche per il discorso lavoro. È un problema d’approccio alla vita. Bisognerebbe crederci, avere un po’ più di coraggio e ottimismo.
Discorsi seriosi a parte, è allo stadio che si sca- tenano tutte le mie scaramanzie... Metto sempre il vecchio maglione fortunato e il solito giaccone che indossavo la volta che la Roma vinse alla grande, anche se oramai sono ridotti a brandelli vergognosi. Quando la squadra sta perdendo, uno dei tentativi scaramantici alla disperata, negli ultimi fatidici dieci minuti, è quello d’invertirmi di posto con un mio caro amico. A onore del vero, devo dire che molte volte ha funzionato, e molte altre invece no. A San Siro abbiamo cambiato di posto mentre perdevamo due a uno... E alla fine abbiamo perso tre a uno! Ma lì, o la va o la spacca. È l’estrema scaramanzia!
Un anno, per Roma-Sampdoria, ho preso la macchina fortunata, parcheggiato nel posto fortunato e, per arrivare allo stadio, ho seguito il percorso fortunato. Eppure abbiamo perso! L’anno dello scudetto, la sera del derby d’andata, in pieno inverno, ero a casa di amici a vedere la partita in televisione, e quando sono uscito sul terrazzo a fumare una sigaretta, la mia squadra ha segnato. È chiaro che per scaramanzia sono poi rimasto lì fuori al freddo sino al fischio finale del novantesimo minuto.
Anche quando lavoro sono piuttosto attento a queste cose. A teatro, al momento di salire sul palco, mi allaccio sempre prima la stessa scarpa: quella sinistra! E solo dopo, la destra. Poi, entro in scena seguendo determinate mie traiettorie geometriche che credo portino armonia. 
Ad Affari tuoi, invece, scendo dal camerino passando sempre per la stessa scala. Quella fortunata!
La scaramanzia è un gioco che ti dà coraggio, creando un’atmosfera più positiva. Io non sono d’accordo con chi ne è maniaco, ma se qualcuno mettendosi i calzini rossi per andare al casinò si sente più speranzoso, lo faccia! Più che lasciarsi trascinare dalle scaramanzie, bisognerebbe cercare d’affinare quella piccola sensibilità del proprio istinto che ognuno di noi, senza rendersene conto, ha dentro di sé.
Spesso, guardandomi indietro, mi sono accorto di avere un istinto piuttosto spiccato: delle piccole illuminazioni. I segni che mi mandava erano evidenti. Adesso cerco sempre di lavorare su me stesso, allenandomi a dargli retta.". 

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L'intervista a Flavio Insinna è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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martedì 10 giugno 2014

SCARAMANZIE NELL'ABBIGLIAMENTO - significato

I VIDEO TUTORIAL 

"Mai raccogliere un ago"

"La scaramanzia dice che porta male raccogliere 
un ago caduto a terra, 
mentre porta bene raccogliere uno spillo…"

Il camiciaio Fabry ci spiega la differenza tra aghi e spilli


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LE CAMICIE CHE INDOSSIAMO NEI NOSTRI VIDEO SONO DI :

Video Editing di Francesco Manfré

venerdì 7 marzo 2014

Superstizione e scaramanzia vip DANIELE BOSSARI

Un bicchierino con la Marcuzzi e uno con la Hunziker... portano bene! 

Daniele Bossari

"Il nostro rito scaramantico prima di ogni puntata, ai tempi del Festivalbar era sempre quello del bicchierino. -racconta Daniele Bossari- Prima d’entrare in scena e affrontare una piazza dalla platea immensa, come quella che di solito caratterizzava le tappe della gara canora, un piccolo bicchiere di liquore era d’obbligo. Meglio la grappa, ma diciamoci la verità: alla fine qualsiasi bevanda superalcolica andava bene per sciogliere l’adrenalina del momento e darci la carica giusta.
Compagne di brindisi beneauguranti dietro le quinte sono state splendide colleghe conduttrici come Alessia Marcuzzi e Michelle Hunziker. Per allentare la tensione, nel momento clou si alzavano i calici, ci si guardava dritto negli occhi e al classico grido «Merda, merda, merda!» si tracannava il liquore. One shot, ovvero tutto d’un fiato. Poi vai, corri sul palcoscenico e tutto sembra filare con più serenità.
A parte questo rituale portafortuna piuttosto goliardico, non sono scaramantico. Non è il colore del gatto a portare male, è il significato che tu dai all’evento che ti mette in negativo. Dipende tutto da te, altro che gatto!". 


L'intervista con Daniele Bossari è di Gian Maria Aliberti Gerbotto


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sabato 22 febbraio 2014

Scaramanzia e superstizione vip: DUCCIO FORZANO

Scaramanzie da festival di Sanremo

Duccio Forzano con Fazio

"Non ero scaramantico ma lavorando in tv, mi ci hanno fatto diventare (racconta Duccio Forzano - regista del Festival di Sanremo).
Fabio Fazio, ad esempio, teme molto il viola, così dovrò fare di tutto per mai inquadrare nulla di quel colore.
FESTIVAL di SANREMO… insieme all'Ariston
Io invece non mi separo mai dai miei tre cornetti porta fortuna (uno nero, uno rosso ed uno argento) che mi hanno regalato amici cari nelle varie edizioni del festival di cui ho avuto il piacere di fare la regia. Li tengo come lo scudo di Capitan America! Ah ah ah
Prima della diretta, invece, mi ritrovo nel foyer del teatro Ariston con le mie bambine e girando in cerchio come in una danza indiana, gridiamo: “In bocca al lupo... in bocca la lupo…”. E' il nostro rito anti iella."

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L'intervista a Duccio Forzano è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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giovedì 6 febbraio 2014

PORTA BENE

I VIDEO TUTORIAL DI
SARA SAGLIETTI

"A Torino porta bene pestare le palle al toro"

Secondo una vecchia scaramanzia tipicamente torinese, pestare le parti basse al toro di bronzo incastonato nella pavimentazione del portico davanti allo storico Caffè Torino... porta bene.


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mercoledì 29 gennaio 2014

Superstizione e scaramanzia vip PAOLA FERRARI


Se porta bene... sempre le stesse scarpe!
Paola Ferrari

"Sicuramente pochi lo sanno, o forse qualcuno l’ha notato: ma già ai tempi dei mondiali di calcio del 2010, in trasmissione ho sempre indossato le stesse scarpe, un paio di décolleté nere col tacco alto. È andata bene la prima puntata e per scaramanzia non le ho più cambiate. Io tendo spesso a rimettere le calzature che mi hanno portato bene. (racconta Paola Ferrari)

Pur essendo nata a Milano, sono molto scaramantica fin da quando ero bambina. Superstizioni che ho ereditato da mia mamma e mia nonna. La mia famiglia di oggi, invece, non lo è per niente. I miei figli mi prendono in giro, e quando versano il sale in tavola iniziano a ironizzare: «Adesso la mamma si preoccuperà. Chissà che tragedia?!»
Nemmeno mio marito (Marco De Benedetti, nda) è scaramantico e, a distanza d’anni, mi ricorda ancora la volta che, in vacanza ai Caraibi, lo obbligai a fare il giro completo dell’isola pur di non passare dove un gatto nero ci aveva appena attraversato la strada.
Io ci sto sempre molto attenta, ma a differenza di molte mie colleghe del piccolo schermo non temo il viola, e spesso l’ho indossato anche in televisione. E mi trovo bene con il mondo del calcio, perché è un ambiente molto legato a queste superstizioni.
So poi bene di essere una donna molto fortunata, e nella vita più volte mi sono scontrata con l’invidia di certa gente, ma non ho timore. Mi sono sempre difesa facendo il pieno d’energie positive e con la preghiera.".


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L'intervista con Paola Ferrari è di Gian Maria Aliberti Gerbotto