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giovedì 15 settembre 2016

scaramanzie vip: ALEX ZANARDI

Temo il 17 e ho sfidato il 13

Alex Zanardi

"Nella mia carriera automobilistica in Formula 1 mi è capitato in un paio di gran premi di vedermi assegnare il box numero 17. Una volta sono riuscito a farmi cambiare di posto scambiandomi di garage con quello di un altro pilota, cui non importava nulla; in un’altra occasione, invece, il team manager della Lotus, per cui allora correvo, s’imbufalì come un matto, dicendo che erano tutte baggianate e che si rifiutava di traslocare meccanici e casse d’attrezzi, solo per una mia sciocca scaramanzia. A quel punto io feci una targhetta con la scritta «16bis» e l’attaccai all’ingresso del box, ma lui la vide e la strappò via... Il giorno dopo, in gara, feci un botto clamoroso, in cui rischiai davvero le penne, e che ancora oggi

impazza su internet per la sua drammatica spettacolarità. Il fatto è che in Inghilterra quel numero non porta male, mentre temono il tredici, che per me invece è solo un numero come un altro, nonostante quando a Lausitzring ebbi l’incidente che mi costò l’amputazione di entrambe le gambe mi mancassero solo tredici giri alla fine della gara.
Un anno e mezzo dopo, ho voluto addirittura sfidare la scaramanzia e sono tornato in Germania, su quella pista, per completare simbolicamente i giri che mi mancavano.
Ricordo ancora il momento in cui mi vennero a chiamare per l’esibizione: l’orologio della pista in quel preciso istante segnava le ore tredici, tredici minuti e tredici secondi. A quel punto, influenzato dalla superstizione dei colleghi inglesi, mi vennero i brividi, ma poi trovai la cosa ridicola e partii lo stesso, decidendo di sfidare la sorte e sfatare la loro scaramanzia. Bene, completai il mio percorso tra gli applausi del pubblico, senza incidenti e con una velocità che mi sarebbe valsa un ottimo quinto posto sulla griglia di partenza.". 


L'intervista a Zanardi è di Gian Maria Aliberti Gerbotto


martedì 20 ottobre 2015

superstizione e scaramanzie vip AL BANO

Cinque gatti neri preannunciarono il dramma di Ylenia

"Noi figli della cultura del Sud, forse involontariamente scopriamo prima le scaramanzie e poi la religione, quindi figuriamoci!(Racconta Al Bano) Eppure, oggi, dopo averle attentamente provate tutte, verificandole di volta in volta con la realtà della vita, me ne sono rimaste solo tre: una legata ai gatti neri, e le altre due ai numeri. Entrambe le situazioni mi preavvisano su quel che accadrà. La vista dei gatti neri non mi preannuncia nulla di buono. E così il numero 17. Mentre il 13 mi porta un gran bene.
Gian Maria Aliberti Gerbotto con Al Bano
Non c’è dubbio, è una verità che ho accertato e messo alla prova più volte! Qualcuno potrà anche prendermi in giro, ma io so che non si tratta assolutamente di stronzate. Così non inizierei mai un lavoro il 17 di qualsiasi mese dell’anno, o prenderei un appuntamento importante a quella ora... Porterebbe male! Per contro, Nel sole, il mio primo disco di successo, uscì invece proprio nel ’67, e sei più sette fa tredici... Tutte le cose belle della mia vita hanno avuto in qualche modo a che fare con quella cifra.
Per quel che riguarda i gatti, il discorso purtroppo si fa più triste... Gli ultimi giorni di dicembre del ’93, a Cellino San Marco vedevo sempre cinque gatti neri che, dal tetto della casa di fronte, puntavano fissi la mia. Le provai tutte, per cacciarli via, ma non ci fu niente da fare. Pochi giorni dopo, all’inizio del ’94, scoprii che s’era consumato un dramma... la tragedia di mia figlia Ylenia. Da allora vedo i gatti come un segnale forte che mi avverte che sta per succedere qualcosa di brutto. Se li incrocio in macchina per strada mi fermo e lascio che qualcuno passi prima di me. Per fortuna le vie sono trafficate e basta sostare qualche minuto. Poi mi faccio un bel segno della croce e vai... Spero nel Signore perché la forza della fede sconfigge tutto.
Ma forse è meglio cambiare discorso. Scusi, ma adesso che ore sono? Sono le tredici in punto, ha notato? Vorrà dire che quest’intervista mi porterà bene... Ahahah!". 


L'intervista con Al Bano è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

domenica 5 luglio 2015

superstizione e scaramanzie vip RITA FORTE

insieme a Unomattina
Mai il cappello sul letto!

"Mi spiace contrariare la buonanima del mio vecchio professore del liceo che mi ripeteva in continuazione che la scaramanzia è sinonimo d’ignoranza, ma io continuo ad essere molto superstiziosa.  
Così non poggio mai sopra il letto, il cappello o la gruccia per i vestiti o semplicemente la borsa.
Io sono fatta così, mi lascio suggestionare e se mi convinco che qualcosa porta iella, se non la evito poi vivo male.
Non so bene come siano nate le mie scaramanzie… In famiglia non credo. Né mia madre né mia nonna erano particolarmente suscettibili all’argomento, ma io vengo da un paese del sud, Terracina (Latina), e lì era abbastanza normale assimilarle.
Qualche tempo fa, un mio caro amico mi ha detto che, la borsa, porta iella anche solo appoggiarla a terra. Io non lo so e non lo voglio nemmeno sapere. Ne ho già abbastanza delle mie scaramanzie, senza doverne imparare di nuove!
Da sempre ho anche qualche problema con il diciassette e cerco di non fare nulla d’importante in quel giorno del mese. Quando il notaio mi fissò l’appuntamento in studio per redigere l’atto d’acquisto della mia casa, proprio in quella data e per di più alle ore 17, mi prese male, ma diciamoci la verità, sono ormai passati otto anni e la casa non è ancora venuta giù né è andata a fuoco.
Ricordo bene poi Luciano Rispoli, ai tempi de Il tappeto volante, che ogni volta un ospite parlava di qualche malattia, infilava subito la mano sotto il tavolino per fare le corna.".

L'intervista a Rita Forte è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

sabato 4 luglio 2015

Superstizione e scaramanzia vip PAOLO CREPET

Mai passare sopra le catene!

"Non passo mai sopra le catene. (racconta Paolo Crepet) È una scaramanzia che ho da tantissimi anni e non ricordo nemmeno come sia nata, ma non scavalco mai le classiche serie di anelli che s’incontrano per strada e che di solito collegano un pilastro all’altro. L’ho trasmessa anche a mia figlia, che adesso è un’adolescente e ne ride, come fa per tutte le altre scaramanzie che ho cercato d’insegnarle, ma alla fine le segue. Giustamente!
Gian Maria Aliberti Gerbotto con Paolo Crepet
Poi non passo sotto le scale, ma questo è ovvio. Se rovescio il sale a tavola, basta buttarne un pizzichino dietro la spalla e tutto è risolto. Sono nato di venerdì 17 e quindi quella data non m’infastidisce. Faccio attenzione al gatto nero e ricordo ancora mio fratello che, dicendo di non crederci, passò avanti e poi il giorno dopo fu rimandato a scuola in due materie. A me, invece, non è mai capitato nulla, perché sto attento! 
...E se incontro qualcuno che ha la nomea del porta iella evito di stringergli la mano, ma sapendo bene, per il mestiere che faccio, che tutto questo porta grandi sofferenze, cerco sempre d’evitare situazioni imbarazzanti. Per non ferire nessuno. Nel riconoscerli sono molto alla Totò, e penso si possano individuare anche dalla fisionomia: sono persone dal naso adunco, dantesco, non hanno una faccia florida o solare, e vestono sempre sfigato, di scuro, grigio... Lì non c’è niente da fare, c’è solo da sperare che qualcuno se ne accorga.".

L'intervista a Crepet è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

martedì 12 maggio 2015

superstizione e scaramanzia vip LINUS

Il 17 è il mio numero fortunato!


Linus con Gian Maria Aliberti Gerbotto
"Il 17 è il mio numero preferito…
Ho notato che nella mia vita è un cifra particolare che per una serie di coincidenze ricorre spesso.
Ad esempio io mi chiamo Pasquale e il mio Santo patrono ricorre il 17 del mese. 
E poi, mi sono sposato proprio in quella data… 
Tra qualche anno ti dirò se ho torto, ma per ora mi ha sempre portato bene! ah ah ah 
Ogni vota che invece mi rendo conto di attribuire ad una cosa un potere di porta fortuna cerco di liberarmene subito perché non voglio crederci ed esserne poi dipendente!".


L'intervista a Linus è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

LOCANDA RISTORANTE IN CANNUBI
Via Crosia 13 - BAROLO (cn)

mercoledì 21 gennaio 2015

VENERDI' 17


Venerdì 17… Un giorno considerato da molti: sciagurato!
Secondo i superstiziosi proprio in questa data si verificherebbe l'unione di due terribili scaramanzie: quella del venerdì e quella del diciassette!
Ma perché il giorno che precede il week end, dovrebbe portare male?
Ci si rifà alla tradizione cristiana, secondo cui "venerdì" 
è il giorno in cui Gesù morì sulla croce.
E il 17 allora?
Sempre sulla Bibbia si legge che era il 17 del mese 
quando iniziò il diluvio universale.
Secondo altri, invece, questa scaramanzia, tipicamente italiana, deriverebbe dal come si scrive la cifra in numeri romani: XVII
In un periodo in cui pochi sapevano leggere, era una scritta molto simile alla parola latina "VIXI" ("Vissi", "Ho vissuto") che nell'antichità era il tipico epitaffio inciso sulle tombe… 
Non va dimenticata poi anche la smorfia napoletana 
dove il 17 è "la disgrazia".

venerdì 17 ottobre 2014

VENERDI' 17


Venerdì 17… Un giorno considerato da molti: sciagurato!
Secondo i superstiziosi proprio in questa data si verificherebbe l'unione di due terribili scaramanzie: quella del venerdì e quella del diciassette!
Ma perché il giorno che precede il week end, dovrebbe portare male?
Ci si rifà alla tradizione cristiana, secondo cui "venerdì" 
è il giorno in cui Gesù morì sulla croce.
E il 17 allora?
Sempre sulla Bibbia si legge che era il 17 del mese 
quando iniziò il diluvio universale.
Secondo altri, invece, questa scaramanzia, tipicamente italiana, deriverebbe dal come si scrive la cifra in numeri romani: XVII
In un periodo in cui pochi sapevano leggere, era una scritta molto simile alla parola latina "VIXI" ("Vissi", "Ho vissuto") che nell'antichità era il tipico epitaffio inciso sulle tombe… 
Non va dimenticata poi anche la smorfia napoletana 
dove il 17 è "la disgrazia".

domenica 20 luglio 2014

Scaramanzia e superstizione vip AL BANO

Cinque gatti neri preannunciarono il dramma di Ylenia

"Noi figli della cultura del Sud, forse involontariamente scopriamo prima le scaramanzie e poi la religione, quindi figuriamoci!(Racconta Al Bano) Eppure, oggi, dopo averle attentamente provate tutte, verificandole di volta in volta con la realtà della vita, me ne sono rimaste solo tre: una legata ai gatti neri, e le altre due ai numeri. Entrambe le situazioni mi preavvisano su quel che accadrà. La vista dei gatti neri non mi preannuncia nulla di buono. E così il numero 17. Mentre il 13 mi porta un gran bene.
Gian Maria Aliberti Gerbotto con Al Bano
Non c’è dubbio, è una verità che ho accertato e messo alla prova più volte! Qualcuno potrà anche prendermi in giro, ma io so che non si tratta assolutamente di stronzate. Così non inizierei mai un lavoro il 17 di qualsiasi mese dell’anno, o prenderei un appuntamento importante a quella ora... Porterebbe male! Per contro, Nel sole, il mio primo disco di successo, uscì invece proprio nel ’67, e sei più sette fa tredici... Tutte le cose belle della mia vita hanno avuto in qualche modo a che fare con quella cifra.
Per quel che riguarda i gatti, il discorso purtroppo si fa più triste... Gli ultimi giorni di dicembre del ’93, a Cellino San Marco vedevo sempre cinque gatti neri che, dal tetto della casa di fronte, puntavano fissi la mia. Le provai tutte, per cacciarli via, ma non ci fu niente da fare. Pochi giorni dopo, all’inizio del ’94, scoprii che s’era consumato un dramma... la tragedia di mia figlia Ylenia. Da allora vedo i gatti come un segnale forte che mi avverte che sta per succedere qualcosa di brutto. Se li incrocio in macchina per strada mi fermo e lascio che qualcuno passi prima di me. Per fortuna le vie sono trafficate e basta sostare qualche minuto. Poi mi faccio un bel segno della croce e vai... Spero nel Signore perché la forza della fede sconfigge tutto.
Ma forse è meglio cambiare discorso. Scusi, ma adesso che ore sono? Sono le tredici in punto, ha notato? Vorrà dire che quest’intervista mi porterà bene... Ahahah!". 


L'intervista con Al Bano è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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mercoledì 14 maggio 2014

Scaramanzia e superstizione vip DALILA DI LAZZARO

Da quando non c'è più mio figlio, il 17 mi perseguita!

"Da quello sciagurato 17 maggio in cui è tragicamente mancato mio figlio Christian, 
Dalila Di Lazzaro
travolto da un’auto pirata, quel numero maledetto mi perseguita! -racconta Dalila Di Lazzaro- Quando, anni dopo, in un incidente con lo scooter mi sono rotta una vertebra del collo, cosa che mi ha costretta per due anni a letto, mi hanno messa nella stanza 17... E nel momento in cui mi hanno dovuta ricoverare di nuovo, sbagliandomi poi completamente la diagnosi, condannandomi a una vita di dolore, ero sistemata nel letto numero diciassette... Da allora, se devo alloggiare in albergo, rifiuto la camera con quel numero, e quel giorno del mese mi chiudo letteralmente in casa.
Per quel che riguarda altre scaramanzie, posso dire che non regalerò e non accetterò mai in dono un fazzoletto o qualsiasi cosa possa somigliargli. Non credendo alla storia che dando in cambio anche solo una monetina si annulla l’effetto negativo secondo cui i fazzoletti o cose simili portano le lacrime, potrei rifiutare persino un carissimo foulard di Hermes... La scaramanzia è una di quelle cose che, senza nemmeno capirne bene il perché, alla fine ti contagia. Ricordo un famosissimo editore, che ho avuto il piacere di frequentare in passato, che aveva una totale avversione per le piume. «Le piume portano pene» ripeteva sino all’ossessione. Così in casa non teneva nulla che potesse avere le piume. Nemmeno i cuscini!
Chissà! Ma in questo caso non mi sono lasciata influenzare e dormo tranquilla sui miei guanciali.".  


MILANO - a casa di Dalila con Giorgio Conte e Silvia Gerbotto
PER LEGGERE L'INTERVISTA SU 
                
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L'intervista a Dalila Di Lazzaro 
è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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mercoledì 2 aprile 2014

LE SCARAMANZIE A TAVOLA

I VIDEO TUTORIAL 

"Mai tavoli numero 13 o 17"

Molti ristoranti non hanno i tavoli numero 13 o 17 per non suscitare le scaramanzie di alcuni clienti…
O perché sono scaramantici i titolari stessi del locale!




se non riesci a visualizzare il video clicca qui

Video Editing di Francesco Manfré
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martedì 28 gennaio 2014

Superstizione e Scaramanzia VIP STEFANIA BELMONDO

Quando vincevo non cambiavo nemmeno la biancheria intima


Stefania Belmondo
"Se vincevo, alla gara successiva cercavo poi di ripetere in tutto e per tutto quello che avevo fatto in quell’occasione fortunata (racconta Stefania Belmondo). Ripetevo gli stessi esercizi di riscaldamento, i percorsi, le tempistiche e indossavo di nuovo quei vestiti, tute, scarpe, compresa la biancheria intima.
Gli sportivi sono tutti molto scaramantici. Mille volte ho notato delle mie avversarie portare sempre il cappellino fortunato, la felpa o gli occhiali.
Ricordo un periodo della mia vita in cui sembravo essere perseguitata dal numero 17. Ogni volta che guardavo l’ora, la sveglia o il cronometro, chissà perché, segnava quel numero che per molti porta male. Io ho cercato di non dargli peso, nonostante notassi continuamente questa strana combinazione, e poi la cosa è passata così com’è venuta senza lasciare segno.
...intervistandola per SKY TG24
Alle gare c’erano poi dei gesti scaramantici di cui non potevo proprio fare a meno, come il modo di sistemarmi la tuta, tirandomi su le maniche poco prima della partenza; la pacca sulla spalla del mio carissimo massaggiatore e l’immancabile segno della croce. In tasca intanto mi proteggeva un’inseparabile corona del rosario.".

L'intervista a Stefania Belmondo è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

venerdì 17 gennaio 2014

venerdì 17 origine e significato della scaramanzia

I VIDEO TUTORIAL DI SARA SAGLIETTI

VENERDI' 17 !!!



Venerdì 17… Un giorno considerato da molti: sciagurato!
Secondo i superstiziosi proprio in questa data si realizzerebbe l'unione di due terribili scaramanzie: quella del venerdì e quella del diciassette!
Ma perché il giorno che precede il week end, dovrebbe portare male?
Ci si rifà alla tradizione cristiana, secondo cui "venerdì" è il giorno in cui Gesù morì sulla croce.
E il 17 allora?
Sempre sulla Bibbia si legge che era il 17 del mese quando iniziò il diluvio universale.
Secondo altri, invece, questa scaramanzia, tipicamente italiana, deriverebbe dal come si scrive la cifra in numeri romani: XVII
In un periodo in cui pochi sapevano leggere, era una scritta molto simile alla parola latina "VIXI" ("Vissi", "Ho vissuto") che nell'antichità era il tipico epitaffio inciso sulle tombe… 
Non va dimenticata poi anche la smorfia napoletana dove il 17 è "la disgrazia".

PUOI VEDERE IL VIDEO ANCHE SU 
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venerdì 6 dicembre 2013

I VIDEO TUTORIAL DI SARA SAGLIETTI

I VIDEO TUTORIAL DI 
SARA SAGLIETTI

Sara Saglietti (foto di Renato Trucco)
"Tredici, diciassette?
Macchè! In Cina porta male il quattro!
Per scoprirne il perché guardate il video qui sotto..."



se non riesci a visualizzare il video clicca qui


INVIATECI I VIDEO DELLE VOSTRE SCARAMANZIE, RITI PORTAFORTUNA O METODI ANTISFIGA
E NOI LI PUBBLICHEREMO
scaramanzievip@gmail.com

martedì 29 ottobre 2013

Scaramanzia e superstizione vip: MASSIMO BOLDI


Attenti a chi ha il naso assottigliato e gli occhi sottili!

"Io credo assolutamente che ci siano delle persone che portano sfiga... Ci son poche balle! Bisogna far finta di niente e stargli lontano il più possibile. Io cerco di evitarli, e se li incontro, mi tocco subito le palle.
Massimo Boldi
Ricordo un programma televisivo che conducevo, e quando è venuto ospite un noto portasfiga l’audience è andata male. Un’altra volta sul set ha recitato nel film un portarogna e, combinazione, quella volta il film è andato male. Cosa che non era mai successa prima.
Nell’ambiente dello spettacolo alcuni sono “nominati” e il passaparola ti salva, ma quel- li non popolari... Io per fortuna un po’ riesco a riconoscerli. C’è una configurazione fisica particolare che spesso li contraddistingue: un naso assottigliato, occhi sottili e una particolare conformazione delle dita della mano. Ma poi può anche capitare che negli anni da portasfiga passino a portatori di fortuna...
Poi credo assolutamente al malocchio e confesso che qualche tempo fa ho pensato d’esserne vittima. E so anche chi me l’ha mandato. Così mi rifugio nella preghiera personale e leggo spesso il Vangelo. Mi sono anche fatto benedire da un prete, ed è servito molto!
Sfiga e malocchio a parte, le mie scaramanzie principali riguardano i numeri: 17, 13 e 7. Di solito queste cifre mi portano male, ma il tredici non l’ho ancora capito, perché a volte mi ha portato bene. Ma la vera tragedia è quando si rompe una bottiglia d’olio. È una superstizione che mi ha passato mia mamma. Quando cade sono convinto che segni la morte di qualcuno della famiglia. L’ultima volta che mi è successo, dopo solo una settimana è mancato un mio caro.
Spesso mi accorgo d’avere dentro come un dono, per cui riesco a prevedere certe cose. Un intuito, un po’ come fosse una preveggenza. Nel caso di mia moglie Marisa, da almeno due anni sentivo che avrei perso una persona cara e poi purtroppo è toccato a lei.
Come diceva De Filippo: «Non è vero, ma ci credo», è questo il motto che seguo, cercando di vivere una vita regolarissima e di non essere schiavo delle scaramanzie. In fondo forse le cose accadono comunque, perché la vita è fatta così. Ma se mi attraversa la strada un gatto nero... sono stato fermo anche per delle ore ad aspettare che passasse qualcun altro al mio posto. Perché segna sempre qualcosa di male nel lavoro o nella famiglia. Più volte il passeggero che mi era seduto a fianco, stufo d’aspettare, è sceso dalla macchina e ha attraversato lui stesso a piedi il posto dov’era passato il gatto, a costo di prendersi lui la sfiga, pur di farmi ripartire. Si vede che non era scaramantico...
Il sale, invece, per me ha un doppio senso; se in certe occasioni porta male, spargerlo dove poi si cammina dovrebbe invece portare bene. Trenta anni fa, ai tempi in cui ero di scena al Derby di Milano, spesso gettavo con la mano destra il sale sul palcoscenico dove sarei poi salito.".

Anche voi riconoscete chi porta male?!


domenica 27 ottobre 2013

Scaramanzia e superstizione vip: MARA MAIONCHI


Venerdì 13 è un giorno tremendo!


Aliberti Gerbotto con Mara Maionchi al teatro Ariston (Sanremo)

"Certe volte, a dire la verità, sono io stessa che mi porto rogna... Quando continuo a ripetere che una cosa non va, spesso finisce col non andare davvero. Ma vale anche l’opposto, e quando mi lascio prendere troppo dall’entusiasmo e penso che un progetto debba sfondare alla grande, poi succede esattamente il contrario: si rivela una tra- gedia, o comunque non va in porto come desidererei. Così cerco sempre di tenermi un po’ a freno, perché ho il timore di portarmi sfiga da sola.
Tempo fa, invece, mi ha colpita molto il libro L’occhio del male, da cui hanno tratto anche un film di successo. Il romanzo narra la storia di una persona che, dopo aver investito con la macchina una bambina, subisce un processo tremendo, da cui riesce però a uscire bene grazie alle sue enormi possibilità economiche... Ma uno zingaro gli manderà una maledizione che lo travolgerà, riducendolo a uno scheletro.
Il malocchio è una cosa un po’ più seria della sfiga... Credo che l’invidia della gente porti negatività. Io non ho mai pensato di esserne oggetto, anche perché sono convinta che ognuno di noi abbia una difesa naturale che ci protegge da queste cose. E finora il mio angelo custode sembra aver fatto un buon lavoro. Per quel che riguarda invece le solite scaramanzie, diciamo che se sul mio cammino trovo una scala mi guardo bene dal passarci sotto. Piuttosto le giro intorno! Il gatto nero, invece, oggi non mi fa più una gran paura, anche perché per tantissimi anni ne ho avuto uno: Nerone, un randagio che avevo trovato proprio sul ciglio della strada...
Poi sono convinta che tutti i numeri con il 7 come ultima cifra mi portino bene, mentre odio quelli dove c’è il 3... Quando gioco a burraco, se pesco una carta con quella cifra so già che non vincerò la partita. Venerdì 13 poi, per me è un giorno tremendo, e per contro sono una delle poche che sono felici di venerdì 17.
Spesso mi porto dietro dei portafortuna che cambio sovente quando mi rendo conto che non mi hanno portato niente e non ho notato differenze sostanziali. In questo momento, piuttosto che i soliti cornetti, che comunque mi piacciono molto, il mio talismano è un anello con stampata l’iniziale del mio nome di battesimo. Me l’ha regalato un Natale mio marito, per sostituire quello con il monogramma che mi hanno rubato l’anno scorso al mare. Speriamo che faccia il suo dovere... Per ora, non ho notato effetti clamorosi!".

E voi, che fate quando è venerdì 13?

martedì 22 ottobre 2013

Scaramanzia e superstizione vip AL BANO CARRISI


Cinque gatti neri preannunciarono il dramma di Ylenia

"Noi figli della cultura del Sud, forse involontariamente scopriamo prima le scaramanzie e poi la religione, quindi figuriamoci!Eppure, oggi, dopo averle attentamente provate tutte, verificandole di volta in volta con la realtà della vita, me ne sono rimaste solo tre: una legata ai gatti neri, e le altre due ai numeri. Entrambe le situazioni mi preavvisano su quel che accadrà. La vista dei gatti neri non mi preannuncia nulla di buono. E così il numero 17. Mentre il 13 mi porta un gran bene.
Gian Maria Aliberti Gerbotto con Al Bano
Non c’è dubbio, è una verità che ho accertato e messo alla prova più volte! Qualcuno potrà anche prendermi in giro, ma io so che non si tratta assolutamente di stronzate. Così non inizierei mai un lavoro il 17 di qualsiasi mese dell’anno, o prenderei un appuntamento importante a quella ora... Porterebbe male! Per contro, Nel sole, il mio primo disco di successo, uscì invece proprio nel ’67, e sei più sette fa tredici... Tutte le cose belle della mia vita hanno avuto in qualche modo a che fare con quella cifra.
Per quel che riguarda i gatti, il discorso purtroppo si fa più triste... Gli ultimi giorni di dicembre del ’93, a Cellino San Marco vedevo sempre cinque gatti neri che, dal tetto della casa di fronte, puntavano fissi la mia. Le provai tutte, per cacciarli via, ma non ci fu niente da fare. Pochi giorni dopo, all’inizio del ’94, scoprii che s’era consumato un dramma... la tragedia di mia figlia Ylenia. Da allora vedo i gatti come un segnale forte che mi avverte che sta per succedere qualcosa di brutto. Se li incrocio in macchina per strada mi fermo e lascio che qualcuno passi prima di me. Per fortuna le vie sono trafficate e basta sostare qualche minuto. Poi mi faccio un bel segno della croce e vai... Spero nel Signore perché la forza della fede sconfigge tutto.
Ma forse è meglio cambiare discorso. Scusi, ma adesso che ore sono? Sono le tredici in punto, ha notato? Vorrà dire che quest’intervista mi porterà bene... Ahahah!". 

Anche voi alla vista di un gatto nero accostate sul ciglio della strada?