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giovedì 15 settembre 2016

scaramanzie vip: ALEX ZANARDI

Temo il 17 e ho sfidato il 13

Alex Zanardi

"Nella mia carriera automobilistica in Formula 1 mi è capitato in un paio di gran premi di vedermi assegnare il box numero 17. Una volta sono riuscito a farmi cambiare di posto scambiandomi di garage con quello di un altro pilota, cui non importava nulla; in un’altra occasione, invece, il team manager della Lotus, per cui allora correvo, s’imbufalì come un matto, dicendo che erano tutte baggianate e che si rifiutava di traslocare meccanici e casse d’attrezzi, solo per una mia sciocca scaramanzia. A quel punto io feci una targhetta con la scritta «16bis» e l’attaccai all’ingresso del box, ma lui la vide e la strappò via... Il giorno dopo, in gara, feci un botto clamoroso, in cui rischiai davvero le penne, e che ancora oggi

impazza su internet per la sua drammatica spettacolarità. Il fatto è che in Inghilterra quel numero non porta male, mentre temono il tredici, che per me invece è solo un numero come un altro, nonostante quando a Lausitzring ebbi l’incidente che mi costò l’amputazione di entrambe le gambe mi mancassero solo tredici giri alla fine della gara.
Un anno e mezzo dopo, ho voluto addirittura sfidare la scaramanzia e sono tornato in Germania, su quella pista, per completare simbolicamente i giri che mi mancavano.
Ricordo ancora il momento in cui mi vennero a chiamare per l’esibizione: l’orologio della pista in quel preciso istante segnava le ore tredici, tredici minuti e tredici secondi. A quel punto, influenzato dalla superstizione dei colleghi inglesi, mi vennero i brividi, ma poi trovai la cosa ridicola e partii lo stesso, decidendo di sfidare la sorte e sfatare la loro scaramanzia. Bene, completai il mio percorso tra gli applausi del pubblico, senza incidenti e con una velocità che mi sarebbe valsa un ottimo quinto posto sulla griglia di partenza.". 


L'intervista a Zanardi è di Gian Maria Aliberti Gerbotto


martedì 20 ottobre 2015

superstizione e scaramanzie vip AL BANO

Cinque gatti neri preannunciarono il dramma di Ylenia

"Noi figli della cultura del Sud, forse involontariamente scopriamo prima le scaramanzie e poi la religione, quindi figuriamoci!(Racconta Al Bano) Eppure, oggi, dopo averle attentamente provate tutte, verificandole di volta in volta con la realtà della vita, me ne sono rimaste solo tre: una legata ai gatti neri, e le altre due ai numeri. Entrambe le situazioni mi preavvisano su quel che accadrà. La vista dei gatti neri non mi preannuncia nulla di buono. E così il numero 17. Mentre il 13 mi porta un gran bene.
Gian Maria Aliberti Gerbotto con Al Bano
Non c’è dubbio, è una verità che ho accertato e messo alla prova più volte! Qualcuno potrà anche prendermi in giro, ma io so che non si tratta assolutamente di stronzate. Così non inizierei mai un lavoro il 17 di qualsiasi mese dell’anno, o prenderei un appuntamento importante a quella ora... Porterebbe male! Per contro, Nel sole, il mio primo disco di successo, uscì invece proprio nel ’67, e sei più sette fa tredici... Tutte le cose belle della mia vita hanno avuto in qualche modo a che fare con quella cifra.
Per quel che riguarda i gatti, il discorso purtroppo si fa più triste... Gli ultimi giorni di dicembre del ’93, a Cellino San Marco vedevo sempre cinque gatti neri che, dal tetto della casa di fronte, puntavano fissi la mia. Le provai tutte, per cacciarli via, ma non ci fu niente da fare. Pochi giorni dopo, all’inizio del ’94, scoprii che s’era consumato un dramma... la tragedia di mia figlia Ylenia. Da allora vedo i gatti come un segnale forte che mi avverte che sta per succedere qualcosa di brutto. Se li incrocio in macchina per strada mi fermo e lascio che qualcuno passi prima di me. Per fortuna le vie sono trafficate e basta sostare qualche minuto. Poi mi faccio un bel segno della croce e vai... Spero nel Signore perché la forza della fede sconfigge tutto.
Ma forse è meglio cambiare discorso. Scusi, ma adesso che ore sono? Sono le tredici in punto, ha notato? Vorrà dire che quest’intervista mi porterà bene... Ahahah!". 


L'intervista con Al Bano è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

domenica 20 luglio 2014

Scaramanzia e superstizione vip AL BANO

Cinque gatti neri preannunciarono il dramma di Ylenia

"Noi figli della cultura del Sud, forse involontariamente scopriamo prima le scaramanzie e poi la religione, quindi figuriamoci!(Racconta Al Bano) Eppure, oggi, dopo averle attentamente provate tutte, verificandole di volta in volta con la realtà della vita, me ne sono rimaste solo tre: una legata ai gatti neri, e le altre due ai numeri. Entrambe le situazioni mi preavvisano su quel che accadrà. La vista dei gatti neri non mi preannuncia nulla di buono. E così il numero 17. Mentre il 13 mi porta un gran bene.
Gian Maria Aliberti Gerbotto con Al Bano
Non c’è dubbio, è una verità che ho accertato e messo alla prova più volte! Qualcuno potrà anche prendermi in giro, ma io so che non si tratta assolutamente di stronzate. Così non inizierei mai un lavoro il 17 di qualsiasi mese dell’anno, o prenderei un appuntamento importante a quella ora... Porterebbe male! Per contro, Nel sole, il mio primo disco di successo, uscì invece proprio nel ’67, e sei più sette fa tredici... Tutte le cose belle della mia vita hanno avuto in qualche modo a che fare con quella cifra.
Per quel che riguarda i gatti, il discorso purtroppo si fa più triste... Gli ultimi giorni di dicembre del ’93, a Cellino San Marco vedevo sempre cinque gatti neri che, dal tetto della casa di fronte, puntavano fissi la mia. Le provai tutte, per cacciarli via, ma non ci fu niente da fare. Pochi giorni dopo, all’inizio del ’94, scoprii che s’era consumato un dramma... la tragedia di mia figlia Ylenia. Da allora vedo i gatti come un segnale forte che mi avverte che sta per succedere qualcosa di brutto. Se li incrocio in macchina per strada mi fermo e lascio che qualcuno passi prima di me. Per fortuna le vie sono trafficate e basta sostare qualche minuto. Poi mi faccio un bel segno della croce e vai... Spero nel Signore perché la forza della fede sconfigge tutto.
Ma forse è meglio cambiare discorso. Scusi, ma adesso che ore sono? Sono le tredici in punto, ha notato? Vorrà dire che quest’intervista mi porterà bene... Ahahah!". 


L'intervista con Al Bano è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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domenica 29 giugno 2014

MAI IN 13 A TAVOLA - scaramanzia significato

I VIDEO TUTORIAL 
di SARA SAGLIETTI

"Porta male sedersi in 13 a tavola"

La scaramanzia prende origine dalla tradizione cristiana secondo la quale erano in tredici i commensali dell'Ultima cena…


se non riesci a visualizzare il video clicca qui

Video Editing di Francesco Manfré

mercoledì 4 giugno 2014

SCARAMANZIA VENERDI' 13

Oggi è venerdì 13...
Altroché venerdì 17 !?!
Lo so che molti di voi pensano che sia venerdì 17 a portare male, 
ma soprattutto nei Paesi anglosassoni, si crede che anche venerdì 13 non sia da meno.
La diatriba è complessa, perché se sul giorno: il venerdì, siamo tutti d'accordo (la scaramanzia nasce dal fatto che secondo la tradizione cristiana è il giorno in cui Gesù morì sulla croce), 
diversa è la posizione sulla data.
Se in Italia il numero diciassette porta sfiga, nei Paesi anglosassoni lo sciagurato è invece il tredici.
Ma perché proprio il 13?
Torna la cultura cristiana: erano tredici i commensali dell'ultima cena di Cristo.
Insomma VENERDI' 13 sarebbe la congiunzione di due sciagure: quella del giorno e della cifra.

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mercoledì 23 aprile 2014

Superstizione e scaramanzia vip GIOVANNI MALAGO'

A me il tredici porta bene!

Giovanni Malagò
“Quando vado in un locale, a teatro, al cinema o allo stadio, cerco sempre, laddove possibile, il posto numero 13 o un posto in cui la somma dei numeri è uguale a 13. (racconta Giovanni Malagò) Basti pensare alle elezioni al CONI dove alla vigilia non ero considerato favorito. Io invece sono sempre stato convinto di farcela perché sapevo che era il momento giusto. Sa quanti erano gli aventi diritto al voto? Erano 76. E sette più sei fa 13... E' il mio numero fortunato.
Io sono un superstizioso atipico. A me porta bene tutto quello che agli altri porta male. Quindi le varie dicerie sul gatto nero, sui numeri e quant’altro sono tutte cose positive per me. Portano bene e non portano male.
Diciamo che ho dato una chiave di lettura personalizzata a questo mondo che è talmente variegato che può valere tutto e il contrario di tutto. La mia chiave finora per me è stata quella giusta. 
Ah... dimenticavo: oltre al numero 13, un'altra cosa che mi porta bene sono i colori giallo e blu, che incidentalmente sono anche i colori del Circolo Canottieri Aniene di cui sono il Presidente.”.

L'intervista a Giovanni Malagò è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

PER LEGGERE L'INTERVISTA SU 
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mercoledì 2 aprile 2014

LE SCARAMANZIE A TAVOLA

I VIDEO TUTORIAL 

"Mai tavoli numero 13 o 17"

Molti ristoranti non hanno i tavoli numero 13 o 17 per non suscitare le scaramanzie di alcuni clienti…
O perché sono scaramantici i titolari stessi del locale!




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Video Editing di Francesco Manfré
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Superstizione e scaramanzia vip ROBERTO GERVASO

Capto la benevolenza di chi porta male trattandolo bene

lo scrittore Roberto Gervaso

"Persino un duro come Benito Mussolini era molto superstizioso; diceva di temere di più uno iettatore che un antifascista. (racconta lo scrittore Roberto Gervaso)
Io, se ogni volta che incontro qualcuno in particolare mi va tutto storto, tendo a evitarlo, facendo però grande attenzione a trattarlo sempre con i guanti. Il mio segreto per sconfiggere gli iettatoriè l’essere con loro molto cortese e garbato. La mia è una sorta di captatio benevolentiae, perché sono convinto che con questo stratagemma ci si riesca a mettere un po’ al riparo dai loro malefici.
Di nascosto poi, non avendo sempre la fortuna di trovare del ferro a portata di mano, mi toccole parti basse, o perlomeno quel che me ne resta.
Insomma, come diceva Benedetto Croce riguardo alla scaramanzia: «Non è vero, ma ci credo». Così se m’imbatto in una scala aperta mi guardo bene dal passarci sotto, e ricordo perfettamente una sera che ho aspettato mezz’ora perché passasse un altro sciagurato, prendendosi lui la iella del gatto nero che m’aveva appena attraversato la strada.
Il mio rapporto con la scaramanzia nacque quando da ragazzo, a una cena da amici, arrivò un ospite ritardatario che aggiungendosi a tavola con noi, nonostante le mie diffide, portò il numero dei commensali a tredici. A fine serata, uscendo dalla casa, gli cadde in testa un vaso di fiori dal secondo piano e oggi, miracolosamente sopravvissuto allo strano incidente, si ritrova con la calotta cranica d’argento. Da allora questa è l’unica mia vera gran superstizione: mai più in tredici a tavola!
Anche se a dire il vero ho molte penne, farfalle e orologi che sono finiti relegati nei meandri di un cassetto perché li portavo in momenti poco piacevoli, sfortunati. Senza tanta logica li ho legati a quella particolare situazione e non li ho più voluti indossare. Una bellissima penna stilografica bianca che portavo nel periodo in cui mi hanno diagnosticato un tumore alla prostata ha fatto quella inesorabile fine, anche se era la mia preferita.".


L'intervista a Roberto Gervaso 
è di Gian Maria Aliberti Gerbotto

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mercoledì 5 febbraio 2014

TREDICI A TAVOLA

I VIDEO TUTORIAL DI
SARA SAGLIETTI

"Porta male sedersi in 13 a tavola"

La scaramanzia prende origine dalla tradizione cristiana secondo la quale erano in tredici i commensali dell'Ultima cena…


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venerdì 3 gennaio 2014

Scaramanzia e superstizione vip FEDERICO MOCCIA

Tredici a tavola? Meglio digiunare

"Non dimenticherò mai quella sera...
Federico Moccia
Ero appena stato ospite in un programma 
di Paolo Bonolis ed eravamo poi andati a cenare, tutti insieme, in un ristorante del centro di Roma. Quando ci siamo seduti a tavola ho subito realizzato che eravamo in tredici e ho scaramanticamente fatto notare la cosa, ma nessuno sembrava curarsene più di tanto. Fatto sta che giusto il giorno dopo ho avuto un incidente con il motorino che mi ha causato un trauma cranico, costringendomi a quindici giorni di degenza in ospedale. Da allora se mi ricapita d’essere in tredici a tavola vedo se è possibile staccare almeno un tavolino, anche solo di pochi centimetri... O non mi siedo proprio!
Un’altra cosa che non faccio mai è passare sotto la scala: lo trovo un gesto altamente negativo. Alla base credo ci sia il concetto del non salire, non andare avanti, non crescere.
In realtà, diciamo che sono più ottimista che scaramantico. Non porto cornetti rossi in tasca, ma se trovo una moneta o un qualsiasi altro oggettino per terra lo considero benaugurante, così lo prendo e me lo porto appresso. Penso che trovare un qualcosa che non ti apparteneva porti ricchezza. Ho girato per un lungo periodo persino con un bullone particolarmente nuovo e luminoso; poi un chiodo, e vari soldini. Dura un po’ e poi mi passa. Trovo un altro oggetto simpatico e, in saccoccia, mi porto quello.". 

martedì 17 dicembre 2013

I VIDEO TUTORIAL DI SARA SAGLIETTI


I VIDEO DI 
SARA SAGLIETTI

"Lo sapevate che negli hotel svizzeri..."


Sara Saglietti e Daniel Schalli, direttore generale dell'Hotel Eden Roc 

Hotel Eden Roc - Ascona (CH)

la terrazza dell'hotel con vista sul Lago Maggiore

(se non riesci a visualizzare il video clicca qui)

venerdì 6 dicembre 2013

I VIDEO TUTORIAL DI SARA SAGLIETTI

I VIDEO TUTORIAL DI 
SARA SAGLIETTI

Sara Saglietti (foto di Renato Trucco)
"Tredici, diciassette?
Macchè! In Cina porta male il quattro!
Per scoprirne il perché guardate il video qui sotto..."



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scaramanzievip@gmail.com

venerdì 8 novembre 2013

SCARAMANZIA CURIOSITA'



I VIDEO DI
SARA SAGLIETTI

Sara Saglietti
"Il 13 era il numero sfortunato di Gabriele D'Annunzio..."
direttamente dal Vittoriale




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